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Caro direttore,

ci preme commentare il resoconto del Comitato politico nazionale pubblicato ieri su Liberazione che consideriamo omissivo del reale dibattito che si è tenuto nell’organismo.

 

Non viene citato nessuno degli interventi della minoranza del partito, cosa che ci pare particolarmente grave trattandosi di un Cpn pre-congressuale.

Nel pezzo si lascia credere che la direzione assunta sarebbe quella di un congresso con documento unico a tesi; chiunque ha partecipato alla riunione sa benissimo che questa ipotesi è a dir poco improbabile.

Usiamo l’aggettivo improbabile per puro scrupolo formale, non volendo interferire con le commissioni congressuali, ma come sottolineava il compagno Claudio Grassi lunedì scorso in un commento sul proprio blog personale: “Lo scenario dovrebbe essere quello di un congresso dove si confrontano due documenti. Uno sostenuto dalla segreteria nazionale e uno proposto dai compagni di Falce e Martello.”

Quindi quando si parla (a nostro giudizio impropriamente) di congresso unitario lo si fa riferendosi alla sola maggioranza che guida il partito dal settembre del 2009.

Inoltre mentre si cita la posizione del segretario contro l’accordo del 28 giugno, non si dice nulla sul fatto che il Cpn ha approvato con convincimento unanime un importante OdG, in cui non solo si prende chiaramente posizione al riguardo ma nel quale si dice anche che: “Su questi stessi temi, il CPN di Rifondazione Comunista assume l’impegno di produrre momenti di discussione e assunzione di responsabilità comuni di tutte le forze disponibili, a partire dalla Federazione della Sinistra…”

Su questo punto c’è stata una proposta emendativa di chi scrive che si proponeva di rafforzare l’assunzione di responsabilità considerando la questione un “terreno dirimente e spartiacque nella costruzione della nostra iniziativa sociale e delle nostre relazioni politiche”. L’emendamento ha raccolto 14 voti.

Dopo la votazione dell’ordine del giorno sopra citato, la presidenza ha iniziato a leggere un documento firmato da cinque compagni/e segretari/e, che senza che vi fosse stato alcun dibattito al riguardo, mettendo assieme le questioni più svariate, terminava con una lunga tirata contro le aree politiche presenti nel partito. Su questo punto sarà necessario tornare quanto prima, ma si sappia intanto che se si pensa di condurre un congresso sulla falsariga di una corrente che per attaccare altre correnti le accusa di essere correnti, questo tipo di campagna non ci farà avanzare di un millimetro nel dibattito e il nostro congresso sarà l’ennesima opportunità persa.

Ad ogni modo, proprio per non banalizzare la questione, ci proponiamo di tornare quanto prima sull’argomento poiché al di là dei dissensi, il contributo in questione solleva temi che è giusto siano affrontati in un dibattito aperto e senza ipocrisie.

Concludiamo dicendo che in piena trasparenza e lealtà, proporremo al dibattito della commissione congressuale un testo che sui tre punti chiave (fronte democratico, Federazione della sinistra, unità con Sel e Idv) sarà radicalmente alternativo alla traccia proposta dal segretario nella relazione e nelle conclusioni.

*direzione nazionale Prc

(lettera pubblicata su Liberazione del 14 luglio 2011)

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