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Il panorama dell’editoria di sinistra è segnato da lacrime e desolazione, chiuse testate storiche come l’Unità e Liberazione, chiuse anche le esperienze più di sinistra soft, Avvenimenti, Left o le “innovazioni” tipo Pagina99 o Pubblico di Luca Telese. Il manifesto per ora resiste, ha l’obiettivo di raccogliere un milione di euro per evitare la liquidazione. Il tutto nonostante decenni di lauti contributi pubblici (nel 2010, per la sola editoria di partito, ben 150 milioni di euro).


Questi fatti starebbero a dimostrare che non solo in Italia manca una rappresentanza politica del movimento operaio, ma alla prova dei fatti, o meglio dell’edicola, anche un giornale di sinistra non ha alcuno spazio.

Noi invece siamo completamente in disaccordo con questa affermazione, dove i fatti vengono cucinati apposta per disorientare e demoralizzare il “popolo” di sinistra.

Come ha detto nell’ultimo editoriale di Pagina99 il suo direttore Emanuele Bevilaqua “Abbiamo però bisogno di strumenti per capire, non di frammenti da interpretare”.

Già, perché la sinistra insieme alla sua stampa ha perso, se mai li ha avuti, gli strumenti per capire la realtà e si è ritrovata ad ammorbarci con le sue opinioni, interpretazioni, giudizi, sentenze che attingevano ai suoi valori ideali e non allo sviluppo dei fatti, ai più dei loro redattori, incomprensibili.

Di queste opinioni trite e ritrite il “popolo” è stufo.

Sommessamente ci permettiamo di registrare che nonostante i vituperi della stampa borghese il marxismo è vivo ed è l’unico strumento utile per comprendere la realtà e per guidare l’azione politica di tutti gli sfruttati del mondo.

Le nostre vendite vanno molto bene, le nostre pubblicazioni servono e in trent’anni di azione coerente ci siamo conquistati la fiducia di migliaia di lavoratrici e lavoratori.

Non solo abbiamo raccontato la verità dei fatti, ma siamo stati coerenti con quanto la realtà dice ovvero che il capitalismo è marcio, produce solo orrorre e barbarie e quindi o si lotta per il suo abbattimento oppure si soccombe.

Come diceva Marx “I filosofi hanno finora soltanto interpretato il mondo in modi diversi: ora si tratta di trasformarlo”.
Fiduciosi nella nostra filosofia e nei nostri mezzi, al nostro congresso appena tenutosi abbiamo preso alcune decisioni importanti.

Il prossimo 25 aprile 2015 vedrà la luce un nuovo periodico che si chiamerà Rivoluzione, che diventerà l’organo ufficiale del nostro movimento politico Sinistra, Classe, Rivoluzione. La nuova rivista, rispetto alle attuali 10 edizioni annuali di FalceMartello, uscirà 19 volte con tre edizioni doppie (nelle festività Natale, Pasqua e d’estate), sarà di 8 o 12 pagine e avrà il prezzo di un euro.

Il nostro buon FalceMartello che ci accompagna dal lontano 1987 e che è stato lo strumento della nostra battaglia rivoluzionaria nel movimento comunista fin dai tempi del Pci, diventerà una rivista di approfondimento teorico con tre o quattro edizioni annuali.

Anche il nostro sito si adeguerà a questi mutamenti, daremo vita ad un nuovo sito legato alla nuova pubblicazione a fianco di www.marxismo.net.

Quindi passiamo da una a due pubblicazioni cartacee regolari di cui una sarà quasi quindicinale.

Possiamo ben dire, il riformismo chiude i battenti, il marxismo rivoluzionario raddoppia!

Come è nostra tradizione, tutte le grandi operazioni si basano sull’auto-finanziamento.

Abbiamo lanciato una campagna speciale di raccolta fondi. L’obiettivo che ci siamo dati è raccogliere 20mila euro entro metà maggio. Al nostro congresso puntavamo a raccogliere i primi 12mila euro e abbiamo superato i 14mila!.
Oltre alla mega “colletta”, lanceremo nel mese di febbraio una sottoscrizione a premi, con premi ovviamente favolosi e una campagna di iniziative di presentazione di Rivoluzione, con feste, cene e pranzi di autofinanziamento. Il tutto ci porterà a dare le benzina necessaria al lancio del nostro nuovo giornale. Avanti tutta!
Sostienici anche tu!

Sostieni Rivoluzione!
Sottoscrivi tramite il CCP n° 11295201intestato ad A.C. Editoriale, Milano

Il panorama dell’editoria di sinistra è segnato da lacrime e desolazione, chiuse testate storiche come l’Unità e Liberazione, chiuse anche le esperienze più di sinistra soft, Avvenimenti, Left o le “innovazioni” tipo Pagina99 o Pubblico di Luca Telese. Il manifesto per ora resiste, ha l’obiettivo di raccogliere un milione di euro per evitare la liquidazione. Il tutto nonostante decenni di lauti contributi pubblici (nel 2010, per la sola editoria di partito, ben 150 milioni di euro).

Questi fatti starebbero a dimostrare che non solo in Italia manca una rappresentanza politica del movimento operaio, ma alla prova dei fatti, o meglio dell’edicola, anche un giornale di sinistra non ha alcuno spazio.

Noi invece siamo completamente in disaccordo con questa affermazione, dove i fatti vengono cucinati apposta per disorientare e demoralizzare il “popolo” di sinistra.

Come ha detto nell’ultimo editoriale di Pagina99 il suo direttore Emanuele Bevilaqua “Abbiamo però bisogno di strumenti per capire, non di frammenti da interpretare”.

Già, perché la sinistra insieme alla sua stampa ha perso, se mai li ha avuti, gli strumenti per capire la realtà e si è ritrovata ad ammorbarci con le sue opinioni, interpretazioni, giudizi, sentenze che attingevano ai suoi valori ideali e non allo sviluppo dei fatti, ai più dei loro redattori, incomprensibili.

Di queste opinioni trite e ritrite il “popolo” è stufo.

Sommessamente ci permettiamo di registrare che nonostante i vituperi della stampa borghese il marxismo è vivo ed è l’unico strumento utile per comprendere la realtà e per guidare l’azione politica di tutti gli sfruttati del mondo.

Le nostre vendite vanno molto bene, le nostre pubblicazioni servono e in trent’anni di azione coerente ci siamo conquistati la fiducia di migliaia di lavoratrici e lavoratori.

Non solo abbiamo raccontato la verità dei fatti, ma siamo stati coerenti con quanto la realtà dice ovvero che il capitalismo è marcio, produce solo orrorre e barbarie e quindi o si lotta per il suo abbattimento oppure si soccombe. Come diceva Marx “I filosofi hanno finora soltanto interpretato il mondo in modi diversi: ora si tratta di trasformarlo”.

Fiduciosi nella nostra filosofia e nei nostri mezzi, al nostro congresso appena tenutosi abbiamo preso alcune decisioni importanti.

 

Il prossimo 25 aprile 2015 vedrà la luce un nuovo periodico che si chiamerà Rivoluzione, che diventerà l’organo ufficiale del nostro movimento politico Sinistra, Classe, Rivoluzione. La nuova rivista, rispetto alle attuali 10 edizioni annuali di FalceMartello, uscirà 19 volte con tre edizioni doppie (nelle festività Natale, Pasqua e d’estate), sarà di 8 o 12 pagine e avrà il prezzo di un euro.

Il nostro buon FalceMartello che ci accompagna dal lontano 1987 e che è stato lo strumento della nostra battaglia rivoluzionaria nel movimento comunista fin dai tempi del Pci, diventerà una rivista di approfondimento teorico con tre o quattro edizioni annuali.

Anche il nostro sito si adeguerà a questi mutamenti, daremo vita ad un nuovo sito legato alla nuova pubblicazione a fianco di www.marxismo.net.

Quindi passiamo da una a due pubblicazioni cartacee regolari di cui una sarà quasi quindicinale.

Possiamo ben dire, il riformismo chiude i battenti, il marxismo rivoluzionario raddoppia!

Come è nostra tradizione, tutte le grandi operazioni si basano sull’auto-finanziamento.

Abbiamo lanciato una campagna speciale di raccolta fondi. L’obiettivo che ci siamo dati è raccogliere 20mila euro entro metà maggio. Al nostro congresso puntavamo a raccogliere i primi 12mila euro e abbiamo superato i 14mila!.

Oltre alla mega “colletta”, lanceremo nel mese di febbraio una sottoscrizione a premi, con premi ovviamente favolosi e una campagna di iniziative di presentazione di Rivoluzione, con feste, cene e pranzi di autofinanziamento. Il tutto ci porterà a dare le benzina necessaria al lancio del nostro nuovo giornale. Avanti tutta!
Sostienici anche tu!

 

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