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Documento conclusivo

per il Comitato politico nazionale del 17-18 settembre 2005

presentato dai compagni della quinta mozione

 

Le scelte della maggioranza stanno conducendo il partito in un vicolo cieco. La partecipazione del segretario alle primarie, costituisce un nuovo anello nella catena con la quale il Prc si lega all’Unione.

In cambio di una passerella mediatica che viene concessa da Prodi il partito si impegna a non votare contro le misure che prenderà il futuro governo di centrosinistra (al massimo potremo astenerci).

Da anni stiamo assistendo ad un'opera di riscrittura della storia della Resistenza e in particolare delle vicende relative alla nostra regione, tanto che non più semplicemente di revisionismo storico si tratta, ma di un vero e proprio smantellamento e ribaltamento della verità storica, che fa diventare aggrediti gli aggressori, vittime i carnefici.

Di questa operazione è stato un momento fondamentale in questi ultimi mesi la programmazione televisiva de "Il cuore nel pozzo", una fiction dal contenuto completamente falso e intriso di profondo e antico razzismo antislavo, un'operazione propagandistica di stampo "goebbelsiano" che accredita il giudizio sull'armata partigiana della Jugoslavia come di un'orda animata di violenza cieca e animata dall'unico proposito di cancellare la presenza degli Italiani dall'Istria.

Sesto Congresso del Prc

Intervento di Alessandro Giardiello 
al congresso di Venezia

Cari compagni, sentendo il dibattito che abbiamo avuto in questo congresso, la conclusione a cui giungo è che la svolta governista sta avendo eccome i suoi effetti sul nostro partito. Il segretario nella sua introduzione ci ha parlato di una nuova politica riformatrice, di programmazione economica, di intervento pubblico, di borghesia produttiva. Sembra di fare un salto indietro, un ritorno agli anni ’60, a una sorta di riformismo diciamo pure nobile: la politica delle socialdemocrazie degli anni ’60 nel nord Europa. Si apprezza Bad Godesberg. Vogliamo ricordare, per i giovani compagni, cosa fu quel congresso? Fu il congresso in cui la socialdemocrazia tedesca abbandonò ogni riferimento al marxismo. A tutto questo dobbiamo reagire, compagni!

Speciale 6° Congresso di Rifondazione comunista

 

Come si è rilevato da più parti, il sesto congresso del Prc è stato un congresso difficile, ruvido, di forte contrapposizione. Fausto Bertinotti lo aveva concepito come una resa dei conti e un plebiscito sulla sua persona e le attese non sono state smentite. Lo scontro è stato duro e questo ha generato una inevitabile polarizzazione attorno alle due grandi mozioni che escono sostanzialmente premiate dalla disputa congressuale.

Friuli Venezia Giulia

 

“Lo stanziamento per le scuole private senza fini di lucro è congruo; tanto che le associazioni degli istituti stessi e dei genitori hanno manifestato la loro soddisfazione.” Con queste parole l’assessore di Rifondazione Comunista del Friuli Venezia-Giulia Roberto Antonaz tranquillizza chi l’aveva accusato di favorire la scuola statale a discapito di quella privata. Se la destra regionale ora può tirare un sospiro di sollievo, non è così per chi, come noi, è stato in prima linea nelle mobilitazioni in difesa dell’istruzione pubblica.

Verso il sesto congresso del Prc


Qualcuno ci aveva creduto veramente. Sentendo Prodi e il compagno Bertinotti in televisione, qualche compagno aveva pensato che finalmente si poteva sperare di contare qualcosa nella selezione dei candidati; i “teorici” del nostro partito ci spiegavano – a noi miscredenti del Bertinotti-pensiero – che si arriva alla democrazia partecipata anche con le primarie.

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