Gli interinali non si fanno intimorire - Falcemartello

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BOLOGNA - Nei confronti dei più di 200 lavoratori interinali della filiale Tim di Bologna, l'azienda e Adecco, l'agenzia che affitta lavoratori temporanei, hanno proceduto ad un vero e proprio attacco allo già scarso salario che questi percepiscono. Il 15 febbraio, infatti, si sono visti retribuire le festività di gennaio con la sola maggiorazione del 50% invece che al 150%, così come è sempre avvenuto. Oltretutto, Adecco, ha pensato bene di dover adottare, unilateralmente, questo provvedimento già dal mese di dicembre, per cui, nella stessa busta paga, i lavoratori hanno avuto un'altra sorpresa: la trattenuta delle stesse maggiorazioni per il mese di dicembre già avute nella busta precedente!

La provocazione può apparire di poco conto, ma considerando che questi lavoratori percepiscono un salario medio di 800-900 mila lire, si può capire che non è cosa da poco.

Adecco sosteneva che applicava il nuovo contratto "di armonizzazione" del settore delle telecomunicazioni, quello, peraltro, respinto a livello nazionale dai lavoratori a stragrande maggioranza (circa 75%), e successivamente non firmato da Cgil-Cisl-Uil.

Una vittoria per gli interinali

Nei primi giorni di marzo il sindacato ha convocato la prima assemblea retribuita da quando esiste il lavoro interinale in Tim. Una novantina di lavoratori, divisi per due turni, hanno sostenuto con forza la necessità di ottenere da subito le maggiorazioni trattenute arbitrariamente, dando il mandato al sindacato, (anche se con una certa diffidenza), di inviare dei comunicati in cui si minacciava Adecco e Tim la mobilitazione nel caso in cui non fosse fatto, e in cui emergevano altre questioni relative alla modalità del part-time e soprattutto al premio di risultato.

All'incontro che il sindacato ha avuto con Adecco, si è avuto un cedimento da parte dell'azienda sulle maggiorazioni non corrisposte, aducendo il "disguido" a incomprensioni con la Tim. Anche sul part-time, l'azienda interinale ha preso atto dell'errore (il che significa che i contratti part-time fatti finora sono tutti legalmente impugnabili!) e ha dichiarato che, diversamente da come è stato fatto finora, sui contratti verranno espressamente indicati gli orari dei turni di lavoro. Una piccola ma importantissima conquista dei lavoratori interinali!

Un'assemblea dei lavoratori, partecipata e combattiva, ha fatto spaventare sia Adecco che Tim, e ha riottenuto, con la minaccia dell'utilizzo della forza, ciò che gli era stato ingiustamente tolto!

Per il premio di risultato contro il lavoro precario!

Ma sul salario variabile Adecco ha ribadito che non è tenuta a corrisponderlo dato che, secondo Tim, gli interinali non ne hanno diritto perché il contratto nazionale delle telecomunicazioni non lo prevede. Questo, nonostante la produzione si basi sul contributo decisivo degli interinali.

Il 30 marzo è stata fatta una seconda assemblea retribuita ampiamente partecipata (circa 70 persone), anche questa fuori dal luogo di lavoro visto che Tim non concede la sala per le assemblee agli interinali (e secondo il contratto nazionale per il lavoro temporaneo può farlo!!!), in cui i lavoratori hanno fatto un bilancio dei risultati ottenuti, ed hanno deciso di rivendicare, con maggior forza ed entusiasmo, il premio di risultato. Inoltre, nell'analisi corretta che si faceva in molti interventi, è necessario battersi per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro per togliere dalla precarietà e dalla continua esposizione gli interinali, tra i quali sono ormai in diversi che hanno questo tipo di contratto da circa due anni. Due ordini del giorno che chiedono al sindacato di battersi per questo sono stati votati all'unanimità (con una sola astensione su quello relativo al premio di risultato).

Diventa di straordinaria importanza per i lavoratori, a questo punto, imparare dall'esperienza, che dimostra che organizzandosi si può vincere. Pertanto è fondamentale costruire ed ampliare il comitato degli interinali che possa servire per orientare, dirigere e far pressioni nei confronti del sindacato. Bisogna coinvolgere anche i lavoratori stabili e magari allargare la discussione ad altre filiali Tim in Italia. Per questo ed altre informazioni e possibile scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.