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Prosegue ormai da settimane il confronto-scontro tra governo Renzi e Cgil sul‭ ‬Jobs act.‭ ‬L’oggetto principale dello scontro è la definitiva abolizione dell’articolo‭ ‬18‭ ‬dello Statuto dei lavoratori. Il Presidente del consiglio in queste settimane non ha lesinato accuse e provocazioni ai sindacati.‭ In verità dietro la diatriba sull’articolo‭ ‬18‭ ‬c’è molto di più,‭ ‬c’è un nuovo attacco del padronato ai lavoratori,‭ ‬vedi l’articolo in questo giornale sul‭ ‬Jobs act.

La differenza però rispetto al passato è che Renzi tira dritto,‭ ‬non mette in campo le lunghe e paludose trattative coi sindacati,‭ ‬se ne frega di minacce di mobilitazioni e dei mal di pancia nel Partito democratico.‭
Anzi è proprio davanti alla reazione,‭ ‬ancora troppo tiepida,‭ ‬della Cgil,‭ ‬che Renzi si lancia ancora più a testa bassa.‭ ‬Gli argomenti di Renzi ormai si conoscono a memoria,‭ ‬grazie alle continue apparizioni ai talk show e mass media compiacenti.

L’attacco di Renzi

‭“‬Lo statuto dei lavoratori è obsoleto‭”‬,‭ “‬Chi difende l’articolo‭ ‬18‭ ‬lo fa con preconcetto e non gliene frega nulla dei precari e dei disoccupati‭”‬,‭ “‬Del sindacato poi non ne parliamo,‭ ‬è l’unica azienda sopra i‭ ‬15‭ ‬dipendenti a cui l’articolo‭ ‬18‭ ‬non viene applicato,‭ ‬ma soprattutto dov’era il sindacato in questi vent’anni in cui c’è stato il boom del precariato‭?”‬.‭
Qui sta il punto di forza di Renzi.‭ ‬Dire una verità,‭ ‬l’inadeguatezza dei vertici sindacali nel difendere i lavoratori,‭ ‬per far passare con tante menzogne un nuovo pesante attacco contro i lavoratori.
Renzi vuole azzerare la forza organizzata dei lavoratori e non è in nessun modo interessato a mediazioni di sostanza,‭ ‬ecco perché i sindacati non riescono a trovare un punto d’incontro con il Presidente del consiglio e sono costretti,‭ ‬pur con mille esitazioni,‭ ‬a mobilitarsi.
Renzi gioca sul discredito dei dirigenti sindacali perché sa bene che solo se i lavoratori si mobilitano riuscirà a portare a casa i propri obbiettivi.
È un’operazione menzognera perché,‭ ‬se il‭ ‬Jobs act diventerà legge,‭ ‬non ridurrà la precarietà,‭ ‬semplicemente la estenderà ulteriormente.‭ ‬Renzi non dice che nel‭ ‬Jobs act è previsto il demansionamento o il controllo a distanza.‭ ‬Non dice che si vogliono amplificare i terreni in cui utilizzare i voucher,‭ ‬cioè dei buoni che il padrone può acquistare in tabaccheria per affittare a prezzi stracciati ore di lavoro di un precario con stipendi ridicoli,‭ ‬senza contributi,‭ ‬pensione o malattia.‭ ‬Ecco con cosa sostituirà i co.co.co e le altre peggiori forme di precariato.

I limiti dei vertici sindacali

È assolutamente vero che i sindacati in questi vent’anni la precarietà non l’hanno contrastata,‭ ‬al massimo hanno cercato di gestirla coi risultati che vediamo.
Per non parlare dell’assoluta mancanza di reazione da parte di Cgil,‭ ‬Cisl e Uil,‭ ‬a parte un imbarazzante sciopero di tre ore,‭ ‬nel‭ ‬2012‭ ‬quando il governo Monti oltre a peggiorare gli ammortizzatori sociali,‭ ‬fece la peggior controriforma delle pensioni e svuotò l’articolo‭ ‬18‭ ‬dello Statuto dei lavoratori di gran parte del suo valore.
La lista delle responsabilità di Cgil,‭ ‬Cisl e Uil è lunga,‭ ‬c’è solo l’imbarazzo della scelta.‭ ‬Che dire del fatto che in questi anni hanno firmato tanti contratti in cui i neo-assunti già partono con diritti e salari inferiori ai lavoratori più anziani‭? ‬Oppure degli accordi firmati su Expo con aziende che macinano profitti e mazzette da capogiro a cui sono stati concessi volontari gratis,‭ ‬stagisti a‭ ‬500‭ ‬euro e garanzie che durante la fiera internazionale non si sciopererà‭?
Quindi il problema che si pone è oggi questo:‭ ‬al governo Renzi bisogna opporsi.‭ ‬La Cgil,‭ ‬pur se in ritardo e molto blandamente,‭ ‬sta mettendo in piedi delle iniziative,‭ ‬poche,‭ ‬ancora insufficienti,‭ ‬ma qualcosa inizia a muoversi.‭ ‬I lavoratori hanno bisogno di organizzarsi per contrastare questo attacco,‭ ‬ma da un lato i vertici sindacali non sono credibili,‭ ‬dall’altro le iniziative in campo sono insufficienti.‭ ‬A questo bisogna aggiungere che la Camusso ancora continua a sperare nonostante tutto di ritrovare un’unità d’azione con Cisl e Uil e di convincere Renzi ad aprire una mediazione.
Per il‭ ‬25‭ ‬ottobre è stata convocata una grande manifestazione contro le misure di Renzi.‭ ‬Se poi Renzi imporrà il decreto legge allora lo sciopero generale,‭ ‬stando a quello che dice la Camusso,‭ ‬sarà inevitabile.‭ ‬Landini è andato oltre,‭ ‬ha fatto approvare all’assemblea nazionale della Fiom il‭ ‬27‭ ‬settembre un documento che dice che lo sciopero si farà comunque.‭ ‬Cosa chiede la Cgil a Renzi per evitare lo sciopero‭?
Non il ritiro del‭ ‬Jobs act,‭ ‬ma accogliere almeno una parte delle proposte del sindacato,‭ ‬cioè lasciare così com’è l’articolo‭ ‬18,‭ ‬trattare sui contratti a tutele crescenti,‭ ‬ridurre i contratti precari.
Decisamente insufficiente per fare la battaglia che la Cgil dice di voler fare.‭ ‬Veramente poco per convincere quei lavoratori che pensano che Renzi abbia ragione.

Quale strategia di lotta‭?

Per contrastare il‭ ‬Jobs act serve una mobilitazione capace di motivare i lavoratori.‭ ‬Capace di spiegare ai precari che i lavoratori a tempo indeterminato sono degli alleati e non i privilegiati descritti da Renzi.‭ ‬Una mobilitazione che deve avere l’ambizione realmente di creare uno stato di insubordinazione nel paese.‭ ‬Per fare questo le manifestazioni al sabato non sono per nulla sufficienti,‭ ‬possono essere al massimo un buon trampolino di lancio per una mobilitazione nel breve periodo più estesa e incisiva.‭ ‬Per arrivare allora sì a uno sciopero generale,‭ ‬non scioperi di‭ ‬3,‭ ‬4‭ ‬o anche‭ ‬8‭ ‬ore con tante settimane di preavviso che di fatto sono solo una gran perdita di tempo e di soldi.‭ ‬Organizzare un’azione che realmente sia in grado di fermare il paese significa preparare una vera mobilitazione partendo dall’organizzare nelle singole aziende assemblee,‭ ‬azioni di lotta,‭ ‬scioperi che mettano in difficoltà i padroni e che nello stesso tempo raccolgono un consenso sempre più ampio.‭
L’Usb ha convocato lo sciopero nazionale per il‭ ‬24‭ ‬ottobre,‭ ‬24‭ ‬ore prima della manifestazione della Cgil.‭ ‬A prescindere dall’opinione che si può avere di questo sindacato,‭ ‬convocare lo sciopero il giorno prima è un messaggio che divide le forze anziché unirle.‭ ‬La convocazione,‭ ‬per altro fatta in fretta e furia,‭ ‬non avrà neanche l’effetto di incalzare l’apparato della Cgil,‭ ‬cosa che,‭ ‬se fatta dopo la manifestazione del‭ ‬25‭ ‬ottobre della Cgil,‭ ‬davanti alle esitazioni della Camusso sicuramente avrebbe potuto sortire un effetto maggiore.
Uno sciopero che funziona è quello che ferma il paese,‭ ‬che blocca l’economia,‭ ‬che dimostra la forza e l’unità dei lavoratori.‭ ‬Fare insomma sul serio,‭ ‬rivendicando la difesa e l’estensione dell’articolo‭ ‬18,‭ ‬abolire i contratti precari,‭ ‬rispedire al mittente il‭ ‬Jobs act e tutte le leggi precedenti sulla precarietà,‭ ‬lottare per un vero salario minimo garantito.‭ ‬Così inizierà realmente una stagione di conquiste e di cambiamenti nella vita quotidiana di tutti i lavoratori,‭ ‬e una stagione per riprendersi il sindacato.‭

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