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Paolo Brini, membro del Comitato centrale della Fiom, è intervenuto lo scorso giovedì 1 settembre all'attivo della Camera del lavoro di Modena che preparava lo sciopero del 6 settembre, alla presenza di oltre mille delegati di tutte le categorie. L'intervento è stato accolto da una valanga di applausi e lo rendiamo disponibile ai nostri lettori.

 

 

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Compagni,

siamo di fronte ad una manovra finanziaria che nel complesso sarà almeno di 130 Miliardi di euro. Un massacro sociale senza precedenti. Proprio per questo confesso che sono un po' stufo di sentirla definire una manovra “iniqua”, con un linguaggio da opposizione “un po' troppo responsabile”. Ma quale iniqua e iniqua, chiamiamo le cose col loro nome, questa è una dichiarazione di guerra nei confronti della classe lavoratrice di questo paese. Si vogliono colpire non solo i diritti ma anche la dignità, l'identità e i valori della classe operaia, quei valori antifascisti emersi fin dalla Resistenza. Giù le mani dal 25 Aprile, dal 1 Maggio e dal 2 Giugno!
Per questo lo sciopero proclamato per il 6 settembre è un appuntamento estremamente importante, l'inizio di una mobilitazione generale dei lavoratori. La marcia indietro che il governo ha fatto ieri (31 agosto) sulla questione delle pensioni è la dimostrazione che l'esecutivo è in difficoltà e allora dobbiamo porre all'ordine del giorno della nostra lotta non solo il ritiro della manovra ma anche la caduta di questo governo di piduisti, fascisti e criminali! Mai come oggi ci sono le condizioni per arrivare a questo!
La lettera della BCE, inviata a metà agosto al governo, dimostra in maniera lampante chi è che comanda davvero in queste “democrazie”, non solo in Italia, ma in generale nei paesi cosiddetti “occidentali”. Noi possiamo votare chi vogliamo ma alla fine comandano sempre padroni e banchieri che dettano la linea politica ai governi, siano essi di centro, di destra, di sinistra ecc. Ciò dimostra ancora una volta che questa non è la nostra Europa, non è l'Europa dei lavoratori ma dei ricchi, dei Padroni e dei Banchieri. È il sistema che sta crollando e dimostra di essere un fallimento! la nostra Europa è un'altra, quella dell'unità con le lotte in Grecia, in Spagna, in Islanda ecc.
Ovviamente il governo italiano è stato ben lieto di assecondare i diktat della BCE. Del resto hanno ragione, non vorrete mica far pagare la crisi ai ricchi poverini? Non sapete quanto soffrano in questo momento. Del resto nel primo trimestre di quest'anno le principali aziende quotate in borsa hanno aumentato i profitti solo del 30%. La Exor, l'azienda della famiglia Agnelli che controlla Fiat e Fiat industrial nel primo trimestre ha registrato solo un +108% dei profitti!
Poi naturalmente i 27 miliardi all'anno per le spese militari li si trovano sempre, come i 23 miliardi per la TAV, mentre invece per scuola, sanità e pensioni ovviamente i soldi non ci sono mai, anzi, bisogna tagliarli e fare sacrifici.
Ci dicono che c'è il debito pubblico, che c'è la speculazione, che siamo a rischio di fallimento. Beh a lor signori io vorrei fare solo un paio di domande. La prima è chi l'ha creato questo debito. Non certo noi lavoratori dipendenti dato che le tasse le paghiamo. Sono stati i ricchi che ogni anno evadono 250 MLD di euro, e chi ha sperperato denaro pubblico per fare speculazioni e favorire i soliti noti! Ma soprattutto chiedo “chi lo detiene il debito pubblico?”. Un tempo si diceva “lo detengono il pensionato,il lavoratore, l'artigiano ecc”. Non è così! Oggi i cosiddetti piccoli risparmiatori detengono non più del 10% del debito. Il resto è nelle mani per metà di banche italiane  e per metà di banche straniere. Allora mi chiedo perchè noi dovremmo pagare un debito pubblico che non abbiamo creato, a chi non solo lo ha creato ma lo detiene e oggi sta facendo questo attacco speculativo per guadagnarci ancora di più?
A nessuno viene in mente che se noi oggi nazionalizzassimo le banche italiane, ridurremmo immediatamente il debito del 50%? E il restante 50%, piccoli risparmiatori a parte, perchè lo dovremmo pagare alle banche straniere? Il debito non deve essere pagato! Fantascienza? Cosa irrealizzabile? Non è affatto vero, un paese europeo lo ha già fatto, anche se ovviamente nessuno ne parla e non a caso. È stato il primo paese ad essere colpito dalla crisi e dalla speculazione. Mi riferisco all'Islanda, dove il popolo si è sollevato in massa, ha rovesciato un paio di governi ed ha imposto la nazionalizzazione delle banche islandesi, il non pagamento del debito e la creazione di una nuova costituzione popolare.
Dobbiamo essere chiari su un punto. Qualsiasi manovra finanziaria che si faccia “guardando” ed “ascoltando” i mercati, le banche centrali, le agenzie di rating ecc. non basteranno mai e non risolveranno mai il problema. Se si vuole affrontare e risolvere la crisi facendola pagare a chi l'ha creata non si deve pagare il debito e si devono rendere le banche e la moneta di proprietà del popolo (e non di banchieri e capitalisti) nazionalizzandole.
Il secondo e ultimo tema che volevo affrontare nel mio intervento riguarda l'accordo del 28 giugno. Abbiamo una consultazione in atto, abbiamo posizioni diverse , tuttavia io invito il gruppo dirigente della Cgil a riflettere proprio sulla base di quello che sta accadendo con questa finanziaria e il famoso art.8. Il fatto che nella finanziaria si riprenda e si citi esplicitamente quell'accordo, rendendolo per legge retroattivo per fare un regalo alla Fiat e rendere validi gli accordi di Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco vanificando ogni tentativo da parte della Fiom, ma  anche della Cgil, di farli saltare, non ci dice qualcosa? Non merita forse qualche riflessione? Perchè se si usa quell'accordo per fare un favore alla Fiat, forse proprio così buono quell'accordo non è. Mi pare evidente che la firma di quell'accordo abbia indotto il governo ad affondare il colpo inserendo l'art.8 nella finanziaria, che certamente peggiora l'accordo del 28 giugno, ma da esso prende spunto. Il problema non può essere solo che con la legge la titolarità contrattuale non è più delle “parti sociali”. No qui c'è un problema di merito, nei contenuti di quell'intesa. E del resto anche tutte le ragioni addotte dal gruppo dirigente della Cgil per giustificare quella firma sono crollate in queste settimane. Prima fra tutte quella dell'unità sindacale che è già andata  a farsi benedire. Il fatto che alcune Fim-Cisl territoriali come quella di Treviso aderiscano allo sciopero della Cgil, è proprio la dimostrazione che non è correndo dietro a Cisl e Uil sul loro terreno, ma andando per la nostra strada con fermezza e coerenza che possiamo aprire contraddizioni pesanti al loro interno.
Lo dico chiaramente, io non voglio più vedere la Marcegaglia che in una conferenza stampa parla anche a nome della Cgil! Tra noi e i padroni non c'è nulla da spartire, non c'è alcuna possibilità di accordo! La Cgil deve togliere la firma dall'accordo del 28 Giugno!
Concludo dicendo un'ultima cosa. Abbiamo detto che il 6 settembre deve essere l'inizio di una mobilitazione generale. Lo diciamo spesso, questa volta però non possiamo dopo il 6 salutarci e rivederci tra 2 o 3 mesi, perchè la finanziaria l'approveranno nel giro di pochissimo, una decina di giorni. Allora io chiedo al Direttivo nazionale della Cgil che si riunirà il 9 e 10 settembre, che se, come probabile, lo sciopero del 6 settembre non sarà sufficiente, si proclami lo sciopero generale ad oltranza e si vada ad assediare il parlamento per imporre il ritiro della manovra e la cacciata di questo governo!
È ora che questo Governo vada a casa! È ora che la crisi la paghi chi l'ha creata e cioè padroni e banchieri!

Grazie

 

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