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Oggi al comitato centrale Fiom la Posizione di Landini è stata a dir poco surreale.

La maggioranza Fiom Chiede il ritiro della firma della Camusso dall'accordo del 10 gennaio ma solo per fare delle modifiche al testo (cosa velleitaria e impossibile oltre che sbagliata). In alternativa Landini chiede il referendum o la consultazione degli iscritti sul testo, nonostante sia intervenuto tra gli altri anche il compagno Percuoco a nome degli RSA di pomigliano a dire che su diritti indisponibili non si può far votare; esattamente come per l'accordo pomigliano! Infine non avendo nessuna intenzione di abbandonare il documento Camusso al congresso, il segretario Fiom propone di presentare un ulteriore quinto emendamento sull'accordo sempre alla mozione 1. Le nostre differenze di fondo a questo punto sono due.

La prima è che questo accordo, come quello di Pomigliano, non può essere messo ai voti perché sono messi in discussione diritti indisponibili.

L'accordo del 10 gennaio è la naturale conseguenza di quello del 31maggio (pur se con ulteriori peggioramenti) e non la sua negazione come erroneamente sostiene Landini che in questo nega a dir poco l'evidenza e si deve perciò essere conseguenti.

La seconda è sul che fare.

Continuare a sostenere il documento Camusso al congresso presentando un ulteriore emendamento è a dir poco suicida, oltrechè inutile. Votare il documento di maggioranza significa votare per la Camusso, emendamento o no.

Landini sbaglia a dire che il giudizio sull'accordo non è un giudizio sulla Segretaria generale della Cgil: lo è eccome!

Questo gruppo dirigente Cgil deve andare a casa subito!

Inoltre, dopo questo accordo, come si può continuare ad andare nelle assemblee a dir di votare il documento che ha come primo firmatario proprio la Camusso? Perciò o si fa saltare il congresso e Landini toglie la firma dalla mozione 1 (e si va fino in fondo pretendendo che o la Camusso tolga la firma dall'accordo del 10 gennaio) o noi come Fiom ricorriamo alla corte costituzionale, organizziamo una manifestazione sotto alla Cgil e blocchiamo le canalizzazioni fino a che non c'è il ritiro della firma.

Sono iniziative molto forti ma questo accordo sancisce il commissariamento della Fiom e se non lo facciamo saltare a quel punto la Fiom, questa Fiom, sarà politicamente finita; come si dice à la guerre comme à la guerre.

E questo non significa voler uscire dalla Cgil, come strumentalmente sostenuto dal compagno Landini, ma significa rompere la gabbia in cui vogliono mettere la Fiom ed essere conseguenti in questa battaglia che pone al centro il futuro della Cgil e in cui ad andare via dal nostro sindacato devono essere Camusso e tutto il gruppo dirigente della Cgil nazionale e non certo noi!

Oppure se non si vuol far saltare il congresso ed andare fino in fondo in questa battaglia (come palesemente emerso dal Comitato Centrale di oggi) penso che sia una grave responsabilità che si assume il compagno Landini.

L'unico modo per contrastare la Camusso (anche se certamente meno efficace di quelli appena elencati) è sostenere la mozione 2 al congresso in ogni luogo di lavoro. Altro che inutili emendamenti autoreferenziali! Non ci sono altre alternative e soprattutto non possiamo fare l'opposizione del re come per il 28 giugno, sono contrario ma mi disciplino.

Non si può continuare coi tatticismi come il quinto emendamento perché, come dimostra questa vicenda strettamente legata e ditetta conseguenza all'approvazione da parte della Fiom dell'accordo del 31maggio, di tatticismi si muore.

L'applicazione di quell'accordo, se non lo si fa saltare, sancisce il commissariamento della Fiom e la fine politica del suo gruppo dirigente!

Noi non vogliamo la fine della Fiom come l'abbiamo conosciuta in questi 10 anni!

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