Regionali in Campania - Le lezioni di una sconfitta di lungo corso - Falcemartello

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Le elezioni in Campania ci consegnano un'ampia vittoria del centrodestra che stacca il centrosinistra di oltre il 10% dei consensi. E' la fine di un ciclo politico, quello del bassolinismo.

In questo contesto non possiamo non prendere atto del risultato deludente del candidato presidente Ferrero e della stessa Federazione della Sinistra.

La candidatura del segretario a presidente della regione è stata criticata da più parti, personalmente ritengo questa scelta un atto di coraggio politico ed un segnale importante, malgrado il modesto risultato ottenuto. Vi sono stati anche dei tentativi di descrivere l'insuccesso elettorale come frutto della nostra candidatura alternativa al centrosinistra. Forse i compagni che ci hanno proposto questa tesi dimenticano che non bastano le 3 settimane di campagna elettorale alternativa al centrosinistra per cancellare 17 anni di governo e partecipazione del Prc alle giunte della Regione, della Provincia e del Comune.

Questi anni di corso del centrosinistra infatti ci consegnano un crollo del livello di vita della popolazione campana del quale il nostro partito viene ritenuto responsabile quanto il Pd.

Dal 2005 ad oggi si sono persi 174mila posti di lavoro, il tasso di occupazione è calato del 5% e l'occupazione femminile è ai tassi più bassi a livello nazionale. La crisi industriale morde più che altrove e la Regione non solo non è intervenuta ma ha addirittura sostenuto un modello di sviluppo industriale che chiudeva le aziende del territorio per fare posto a centri commerciali legati ad interessi particolari presenti nella stessa giunta, spesso strumento di riciclaggio del denaro dei clan. Fino all'ultimo abbiamo sostenuto il sistema di potere di Bassolino non riuscendo nemmeno a votare contro un piano casa che peggiora lo stesso piano casa di Berlusconi, permettendo l'edificazione delle ex aree industriali dopo solo 5 anni, provvedimento che la stessa Fiom e le organizzazioni ambientaliste hanno definito "un regalo a speculatori ed affaristi". Malgrado - secondo il rapporto ecomafie di Legambiente - la Campania guidi la classifica dell'illegalità ambientale abbiamo ceduto rispetto alla politica di incenerimento ed ancora oggi i 6 consiglieri comunali della Federazione della Sinistra sono decisivi per tenere in piedi il sindaco Iervolino. Non è un caso che in un simile contesto secondo il Sole 24 Ore Napoli sia la penultima città per livello di vita preceduta solo da Agrigento, che il Governatore campano fosse quello con il peggiore indice di gradimento mentre la Iervolino risulta penultima preceduta solo dal sindaco di Caserta Pettoruti, giunta alla quale pure partecipiamo .

Queste sono le ragioni della rovinosa sconfitta del centrosinistra in Campania, un terremoto sotto le cui macerie è rimasto anche il Prc mentre del bassolinismo l'unico elemento rimasto in piedi sono le clientele, avendo la sua corrente eletto quasi tutti i suoi uomini in Consiglio regionale.

Tra questi c'è anche il nostro ex assessore Corrado Gabriele che per anni ha costruito un sistema clientele basate sull'enorme peso che si può avere in una regione come la Campania la gestione delle migliaia di miliardi che ruotano attorno al business della formazione professionale.

Corrado Gabriele fino agli ultimi giorni prima del suo passaggio come indipendente nelle liste del Pd non solo non è stato ostacolato ma ha goduto del sostegno del partito regionale e della stessa segreteria nazionale del Prc.

Gabriele ha costruito un partito nel partito basato sull'intreccio tra politica ed affari portando con sé nel Pd oltre 17mila preferenze mentre il totale dei voti di lista della Federazione ha superato di poco i 23mila voti.

Anche Sinistra e Libertà è parte integrante di questo sistema di potere come dimostra non solo il suo sostegno alla candidatura di De Luca ma anche il fatto che per la seconda volta consecutiva elegge due socialisti e consegna la sua testa di lista ad un imprenditore del settore dei servizi sociali, perfettamente inserito nella politica degli appalti al ribasso cresciuti all'ombra dello smantellamento dei servizi pubblici, tutto sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori, che più volte si sono trovati ad animare vertenze perché non gli viene corrisposto per mesi il loro già misero salario.

Alla prova dei fatti la Federazione della Sinistra è emersa in tutta la sua debolezza. Mentre la presenza dei compagni del Pdci si è segnalata quasi esclusivamente per la battaglie sulle preferenze e la fragilità organizzativa di Socialismo2000 lo ha reso quasi impercettibile nella federazione, la componente di Lavoro e Solidarietà non ha messo a disposizione della lista nemmeno un candidato. Non credo che quest'ultima scelta sia casuale ma è frutto della politica contraddittoria di questa componente nella Cgil, che per non compromettere il rapporto con il segretario regionale della Cgil Michele Gravano, impegnato in prima fila nel sostegno alla candidatura di De Luca, ha preferito non candidare nessuno dei suoi esponenti.

Se è vero che la sconfitta elettorale brucia possiamo considerare questa campagna elettorale un investimento per il futuro. Avremmo preferito mantenere una rappresentanza in Consiglio regionale ma certamente possiamo dire che ora si apre una pagina nuova del Prc in Campania. La strada è in salita ma ora più che mai il futuro del nostro progetto politico dipende solo da noi.


*Comitato politico nazionale


(pubblicato su Liberazione del 17 aprile 2010)