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La Fiom-Cgil ha proclamato per il 9 ottobre lo sciopero generale di tutti i metalmeccanici, sia dell’industria che dell’artigianato.. Lo sciopero è stato un grande successo. Oltre 250mila metalmeccanici sono scesi in piazza in tutta Italia.

“L’autonomia negoziale è il nodo irrisolto della Cgil”

 

La Fiom chiama i metalmeccanici allo sciopero generale mentre il tavolo separato di Federmeccanica con Fim e Uilm pare procedere a tutto vapore. Come si trasmette ai lavoratori il significato di questa rottura, come si motivano a partecipare a una lotta in queste condizioni?

È chiaro che in un contesto di crisi, licenziamenti, chiusure i lavoratori preferirebbero una situazione sindacale diversa. Tuttavia i padroni pensano, anche nel pieno della crisi, di attuare un disegno preciso in applicazione dell’accordo separato, che è particolarmente grave perché non è la ripetizione di accordi separati che ci sono stati in passato nei meccanici

Collegare la battaglia per il rinnovo alla difesa dei posti di lavoro

Da sempre il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici rappresenta un appuntamento di importanza decisiva per i lavoratori del nostro paese. Da sempre le sorti del contratto della categoria più importante dell'industria ha determinato le sorti, in  termini di condizioni di vita e di lavoro, della classe operaia in Italia.

Metalmeccanici

Il successo dello sciopero del 13 febbraio della Fiom e della Funzione pubblica è andata aldilà di ogni più rosea aspettativa. La campagna di menzogne di Confindustria volta a ridimensionare il successo dello sciopero non è altro che un ulteriore segnale di quanto i padroni temano la radicalizzazione dello scontro.

Alla mobilitazione contro i licenziamenti dei precari l’azienda risponde licenziando un delegato


L’inasprimento del conflitto sociale, sviluppatosi attraverso le lotte dei lavoratori Maserati (soprattutto nell’ultimo periodo prima delle amare festività natalizie), ha dato importanti quanto imprevedibili risultati, in quanto a determinazione e capacità di mantenere unito il fronte tra i lavoratori precari e a tempo indeterminato, come reazione spontanea agli atteggiamenti di estrema arroganza e repressione da parte della dirigenza Fiat.

La cassa integrazione non ferma la lotta

Come era intuibile l’ultimo incontro in Confindustria non ha sortito le vere intenzioni del padrone. Nascondendosi dietro una serie di finte motivazioni tecniche, l’azienda ha rinviato l’incontro definitivo sul piano industriale al 18 di marzo. 
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