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L’articolo che segue è opera di un noto attivista sindacale che lavora nei cantieri navali di Ferrol (Spagna), impegnati di recente in una dura lotta contro la privatizzazione dei cantieri avanzata dal governo socialista, tanto decantato qui in Italia per il ritiro delle truppe dall’Iraq e la legge sulle coppie di fatto. Xaquin G. Sinde è un militante marxista attivo da oltre 25 anni nel movimento operaio ed è uno dei 15 membri del Coordinamento Nazionale del Sector Critico delle Comisiones Obreras (la sinistra interna al sindacato spagnolo di tradizione comunista).
La Redazione

Negli ambienti della sinistra italiana e nei suoi quotidiani (L’Unità, il Manifesto, Liberazione) non è difficile trovare parole di entusiasmo per Zapatero ed il suo governo. Soprattutto nell’area della “sinistra radicale” si va propagandando da diverso tempo la necessità che la Grande alleanza democratica, la nuova coalizione di centro-sinistra, si attrezzi di un assetto programmatico simile a quello del presidente socialista spagnolo. Tuttavia, se escludiamo la storica decisione di ritirare le truppe spagnole dall’Iraq e le misure laiche e progressiste prese in materia di diritto di famiglia, poco si è parlato dell’azione di governo di Zapatero e ancora meno si è cercato di capire quali fossero gli interessi di classe difesi dal nuovo premier spagnolo.

Una lezione anche per l’Italia 

Irisultati delle ultime elezioni europee sono stati disastrosi per Izquierda Unida (Iu). Il partito ha perso 600mila voti e due deputati europei, scendendo al di sotto del 5%. L’arretramento è generalizzato in tutto il paese, in particolare negli insediamenti tradizionali a Madrid, in Andalusia e nelle Asturie dove la perdita elettorale raggiunge il 50% dei voti ottenuti alle ultime europee.

Elezioni in Spagna

Dopo otto anni di governo di destra le ultime elezioni hanno segnato una vera e propria disfatta per il Partito Popolare (Pp) di Josè Maria Aznar. L’idolo della destra europea è stato sconfitto dalla mobilitazione delle masse grazie ad uno straordinario spostamento a sinistra della sociètà spagnola.

Il testo che segue è una dichiarazione dei marxisti spagnoli del Militante pubblicata sul loro sito il giorno prima delle elezioni che hanno visto il trionfo della sinistra spagnola e la sconfitta ignominiosa del partito di Aznar e del candidato alla presidenza del Pp, Mariano Rajoy.

“La chiamano democrazia ma non lo è”

L’impressionante mobilitazione contro la guerra non ha avuto tregua nei mesi di febbraio, marzo e aprile. Milioni di manifestanti sono scesi nelle piazze per mostrare il proprio rifiuto totale al massacro imperialista in Iraq e all’appoggio servile dato dal governo del Partido Popular.


Lunedì 26 Agosto il parlamento spagnolo ha votato la messa al bando di Batasuna con 295 voti favorevoli, 10 voti contrari e 219 astensioni. Grazie ad un’ordinanza del giudice reazionario, Baltasar Garzon tutte le sedi dell’organizzazione nazionalista basca sono state chiuse e con esse anche più di cento taverne, tradizionale luogo di incontro e dibattito per i nazionalisti.
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