Spagna - Falcemartello

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Il più grande sciopero dal 1989

Da quando il Pp (Partido Popular) è giunto al governo nel 1996, ha trovato un sostegno fondamentale nei vertici sindacali. In questi anni si sono firmati accordi pessimi iniziati con la Controriforma lavorativa del 1997.

Dopo cinque anni di governo di destra

il vento comincia a cambiare

A partire dal 1996 e lungo tutto il periodo di governo del Partito popolare (Pp) in Spagna, i dirigenti dei due principali sindacati (Comisiones obreras - Cc.Oo. - e Union general de trabajadores - Ugt) hanno portato avanti una politica di accordi e concertazione con il governo di destra. Come conseguenza nel 1996 c’è stata la controriforma delle pensioni e nel 1997 l’accordo sul taglio delle liquidazioni. Questo ha portato a un arretramento senza precedenti del movimento operaio spagnolo, a un calo degli scioperi anno dopo anno e, a partire dal 1995, all’emergere di un’opposizione di sinistra (il Sector critico) all’interno delle Cc.Oo., che ha raccolto un appoggio del 30% all’interno di quel sindacato.

Il terrorismo dell’Eta in un vicolo cieco

Alle recenti elezioni nel Paese Basco, tenutesi il 13 maggio, il Partido Popular (Pp) del premier Aznar è uscito sconfitto. Il candidato popolare a lehendakari (presidente della nazione basca) era niente meno che Mayor Oreja, ex ministro degli Interni, che non a caso in un inchiesta commissionata dal governo centrale figurava come in assoluto il leader politico più odiato nel Paese Basco. Tutta la campagna elettorale della destra con la scusa della lotta all’Eta era basata sull’introduzione di misure autoritarie che andavano a colpire diritti democratici fondamentali del popolo basco (libertà di stampa, di manifestazione, di organizzazione, ecc.). Solo due giorni prima delle elezioni il Pp attaccando l’euskera (la lingua) e la cultura basca ha proposto la messa fuori legge dell’Haika, l’organizzazione giovanile di Euskal Herritarok (la vecchia Herri Batasuna).

Il cinismo

di Aznar e la follia dell’Eta

È passato quasi un anno dalla rottura della tregua da parte dell’Eta e gli attentati, l’ultimo contro un consigliere comunale del Pp di 29 anni a Zumarraga lo scorso 29 agosto, non fanno che aumentare. Di fronte a questa deriva vediamo due tipi di reazioni.

Lezione di una sconfitta

Le elezioni spagnole sono state condizionate dall’astensionismo che ha toccato il 30% dell’elettorato, 8 punti percentuali in più rispetto alle politiche del ‘96.

Il Partito popolare (Pp), con un aumento di soli 500.000 voti è salito dal 38,7% al 44,5%, mentre il Partito socialista (Psoe) perdendone 1.600.000 dal 37,6% è andato al 34,1%. Izquierda Unida (Iu) ha perso la metà del proprio elettorato (1.400.000 voti), passando dal 10,5% al 5,4%, una situazione mai vista dal 1977. Iu ha ottenuto 8 deputati contro i 21 della passata legislazione.

Un esempio da seguire?

Per cercare di rispondere alla crisi del Prc, acuitasi dopo gli ultimi risultati elettorali, Bertinotti e la maggioranza del gruppo dirigente del Partito hanno proposto, tra l’altro, "la costruzione di un arcipelago della sinistra alternativa". L’esperienza di Izquierda Unida (Iu) È stata citata da molti come un esempio da seguire. Ma è veramente cosÏ?

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