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Goteborg, 15 giugno: ancora una volta un vertice dei padroni del mondo ha incontrato una forte resistenza popolare, una manifestazione di decine di migliaia di persone ha contestato la visita di Bush, e durante gli scontri nel centro della città la polizia ha fatto uso di armi da fuoco.

Gli scontri di Goteborg riaccendono una volta di più il dibattito sulla violenza nel movimento antiglobalizzazione, scatenando l’intervento interessato di tutti i poteri costituiti, dei partiti borghesi, della stampa, e riaccendendo le polemiche all’interno dello stesso movimento.

Una vera alternativa al capitalismo?

E’ innegabile che diverse associazioni che partecipano al movimento di Seattle si propongano di combattere la globalizzazione creando una catena commerciale alternativa, basata su: "consumo critico o responsabile"- commercio equosolidale - produzioni naturali controllate da piccoli produttori o cooperative. Per saperne di più abbiamo intervistato Davide, iscritto a Rifondazione di Merate (Lecco) che ha avuto un’esperienza di alcuni anni nel commercio equosolidale.

Per un'alternativa comunista

alla barbarie del capitalismo!

A poche settimane dalla manifestazione di Genova contro il G8, ci sono pochi dubbi sull’entità di tale manifestazione. Per il 21 luglio si prevede l’afflusso di oltre 200mila manifestanti. Niente sarà tralasciato dalle forze dell’ordine per impedire fisicamente il loro arrivo. La zona rossa è già presidiata da 20.000 agenti che controllano 241 percorsi prestabilti in cui anche i residenti necessitano dei pass per girare liberamente. I tombini sono stati saldati, il porto verrà chiuso, le stazioni pure e l’aeroporto funzionerà solo per gli aerei speciali che porteranno i delegati al G8. Di tutte le manifestazioni del "movimento di Seattle" Genova si prepara ad essere quella più grande.

Un appello in vista del G8 di Genova

Nel prossimo luglio si terrà a Genova il vertice dei G-8. Come Seattle, Praga, Nizza e Genova sarà un appuntamento importante per tutti coloro che intendono manifestare la propria opposizione allo "stato delle cose".


Ereditiamo dal secolo che si è chiuso alle nostre spalle una concentrazione delle ricchezze in poche mani che non ha precedenti nella storia del capitalismo. Di converso cresce la massa della miseria, dell’oppressione, della schiavitù, del degrado, dello sfruttamento.

Le politiche liberiste inaugurate da Reagan e dalla Thatcher, che si sono diffuse in tutto il mondo nell’arco degli anni ‘90, hanno inflitto un colpo durissimo al livello e alla qualità di vita dei lavoratori occidentali per non parlare di quelli del cosiddetto Terzo mondo.

Contro la globalizzazione!

É passato un anno e mezzo dalla manifestazione di Seattle. Da allora dovunque le riunioni dei grandi del mondo sono state assediate da migliaia di manifestanti. Si tratta di un movimento estremamente variegato attorno al quale si sono aggregate ogni tipo di reti, comitati e associazioni.

Nonostante la sua estrema eterogeneità crediamo che questo movimento sia mosso da una consapevolezza di fondo, emersa più o meno chiaramente ad ogni corteo: le sorti del pianeta, ogni singolo aspetto della vita umana, dal lavoro all’ambiente passando per l’alimentazione, non possono essere lasciate in mano alla cricca di multinazionali che oggi domina l’economia mondiale

Un primo passo verso la mobilitazione di Genova

Tra il 15 e il 17 Marzo si è svolto a Napoli il Global forum, l’appuntamento in cui i "padroni del mondo" si riuniscono per guidare l’ingovernabile crisi del capitalismo mondiale. A Napoli il tema su cui ruotava la discussione era l’e-government, cioè il governo della telematica, con particolare riferimento alla sua applicazione nel settore della pubblica amministrazione.

Già nelle settimane precedenti la rete campana No-global, composta da centri sociali, associazioni, sindacati extraconfederali e dal Prc ha promosso una serie di iniziative che sono culminate nel corteo internazionale di Sabato 17.

Un appello in vista del G8 di Genova

Nel prossimo luglio si terrà a Genova il vertice dei G-8. Come Seattle, Praga, Nizza e Genova sarà un appuntamento importante per tutti coloro che intendono manifestare la propria opposizione allo "stato delle cose".

Ereditiamo dal secolo che si è chiuso alle nostre spalle una concentrazione delle ricchezze in poche mani che non ha precedenti nella storia del capitalismo. Di converso cresce la massa della miseria, dell’oppressione, della schiavitù, del degrado, dello sfruttamento.

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