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La vittoria dei Sì ai referendum del 12-13 giugno ha inflitto un altro schiaffo al governo Berlusconi. Rappresenta una vittoria di enorme portata contro le politiche liberiste, se si pensa che la presidente di Confindustria Marcegaglia, con una dichiarazione disperata (“se vincono i Sì torniamo indietro di vent’anni”), aveva cercato di porre in extremis un argine alla spinta che, particolarmente dopo il cambiamento segnato dal voto alle amministrative, era imponente.

Il 12 e 13 giugno si voterà per i referendum sull’acqua, sul nucleare e sulla questione del legittimo impedimento (l’escamotage che permetterebbe a Berlusconi di evitare i processi a suo carico). Se il Sì vincesse e il quorum venisse superato, ciò costituirebbe un grande passo in avanti per i movimenti e un'importante battuta d'arresto per governo e padronato.

 

Dopo aver raccolto quasi un milione e mezzo di firme nel corso del 2010 (più del doppio di quante erano necessarie), il 12 e 13 Giugno 2011 si vota per fermare la privatizzazione dell’acqua. Si tratta di un appuntamento di enorme importanza e molte sono le mobilitazioni in campo per arrivare a raggiungere il quorum necessario per sconfiggere il governo Berlusconi, che vuole consegnare ai privati il bene comune più prezioso: l’acqua!

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