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Il successo alle elezioni politiche dello scorso 2 dicembre di Edinnaja Rossija (Russia Unita) e del progetto politico di Vladimir Putin non ha destato stupore: brogli (sicuramente avvenuti) o meno, è innegabile la popolarità e il sostegno di cui gode il presidente russo.

Ossezia del Nord
 

Abbiamo ricevuto questo rapporto da Mosca poco dopo gli avvenimenti nella scuola di Beslan nell’Ossezia del Nord. Contiene diverse informazioni che non sono emerse sui media occidentali. Il rapporto mostra la divisione fra la gente comune di Beslan e le autorità. I genitori e i parenti di coloro che erano rapiti non avevano fiducia nella capacità delle autorità di difendere i loro familiari. Chiedevano anche al governo di cedere alle richieste dei terroristi, ma il governo ha inventato la scusa che le loro rivendicazioni “non erano chiare”. Inizialmente il governo ha anche abbassato il numero degli ostaggi, mentre le famiglie sapevano che erano molti di più. Le autorità cercavano di sminuire il problema. Tutto questo rivela una dose di cinismo molto alto da parte del governo russo e di Putin stesso.

I comunisti senza prospettive soccombono al nazionalismo

Il 7 dicembre scorso si sono tenute in Russia le elezioni politiche. L’Occidente ha inviato gli ossevatori dell’Osce, i quali hanno parlato eufemisticamente di elezioni “in gran parte truccate”. Ciononostante i cosiddetti critici di Putin non sono andati oltre qualche innocua lamentela.

Russia: Putin nuovo uomo forte?

Sullo scorso numero della nostra rivista abbiamo sottolineato come con la guerra in Cecenia si stessero creando le condizioni per l’ascesa di un nuovo "uomo forte" in Russia, che cavalcasse il nazionalismo e la spinta a contrapporsi all’occidente, spinta che a partire dalla guerra in Kosovo si esprime con forza sempre maggiore ai vertici della società russa.

e le sue conseguenze

Pubblichiamo alcuni estratti di un articolo di Alan Woods, direttore della rivista marxista britannica "Socialist Appeal". Il testo completo dell’articolo è consultabile in inglese alla pagina web www.marxist.com

In Cecenia Eltsin si gioca il tutto per tutto

Dopo l’invasione del Daghestan da qualche migliaia di "volontari’" islamici nell’ agosto scorso il governo russo parlava di un’azione limitata che le truppe russe avrebbero risolto in pochi giorni. Ma le azioni militari durarono settimane e di fatto i "banditi" come li chiama Mosca non furono sconfitti, ma si limitarono a ritirarsi nelle loro basi in Cecenia.

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