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Nuovo pilastro dell’Europa capitalista

Il 16 febbraio è stata approvata dal Parlamento europeo, la famigerata direttiva Bolkestein, del commissario al mercato interno ai tempi della presidenza alla commissione europea di Prodi.

Milano

Lottare contro la precarietà è possibile

Da più parti si fa strada l’idea che la precarietà è il freno principale alle mobilitazioni e che quindi solo la concertazione tra sindacati e un possibile futuro governo di centro sinistra potrà ridimensionare il problema. La verità è un’altra: nella misura in cui i lavoratori possono discutere e organizzarsi intorno a una piattaforma avanzata non c’è ricatto che tenga. Questo è quanto emerso anche quest’anno nelle mobilitazioni di call center come Cos a Catania e Palermo o Atesia a Roma, dove migliaia di lavoratori hanno scioperato. Questa è stata anche la nostra esperienza come lavoratori di Abacus e Tns Infratest, azienda milanese di ricerche di mercato e sondaggi d’opinione.

 Bilancio di 5 mesi di lotta contro la precarietà nel call center più grande d’Italia

A Roma i 4.600 lavoratori di Atesia - il più grande call center d’Italia e d’Europa con stipendi da fame tra i 400 e i 500 € in media e 25.000 lavoratori che sono transitati in più di 10 anni senza mai vedere uno straccio di contratto degno di questo nome - sono stati protagonisti negli ultimi cinque mesi di un ciclo di scioperi e manifestazioni che rappresenta senza ombra di dubbio il punto più alto raggiunto finora dalle mobilitazioni contro la precarietà.

 

Un primo bilancio della legge regionale della Campania

A più di un anno e mezzo dall’approvazione da parte della giunta regionale campana della legge sul reddito di cittadinanza è necessario trarre un primo bilancio di questo strumento, anche perché la sua approvazione fu accolta dal Prc come una propria vittoria, e come la dimostrazione della possibilità di poter spostare realmente l’asse del centrosinistra.

Il settore dei call center è in fermento: in numerose aziende del settore i lavoratori, esasperati dalle condizioni di lavoro alienanti e dai continui soprusi cui sono sottoposti, hanno alzato la testa. Nonostante l’estrema ricattabilità che contraddistingue la situazione di molti lavoratori nel call center, si riscontra un aumento importante della sindacalizzazione e soprattutto l’inizio di forme di mobilitazione spontanee contro lo sfruttamento. È questa l’esperienza degli operatori di numerosi call center siciliani, dal gruppo Cos ad Alice Service, scesi in piazza per rivendicare aumenti salariali, migliori condizioni di lavoro e diritti sindacali.

Perchè ci opponiamo alla legge regionale 
dell'Emilia Romagna

 

“Parte dai governi locali l’offensiva della Grande Alleanza Democratica per contrastare la legge 30…”. Così Liberazione il 7 di dicembre ha salutato la legge regionale dell’Emilia Romagna, approvata in prima istanza dalla Giunta e attualmente in discussione in Consiglio Regionale (dove il Prc è in maggioranza col centrosinistra).

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