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Il tracollo della "gauche plurielle"

Dalle urne francesi esce una condanna senza appello per la sinistra plurale tanto decantata dal gruppo dirigente di Rifondazione Comunista e dalla sinistra Ds.

Contro tutte le previsioni sarà il fascista Le Pen e non Jospin a confrontarsi con Chirac al secondo turno il 5 maggio.

Le ultime elezioni municipali sono uno schiaffo per la sinistra francese, nonostante le vittorie di Parigi e Lione. La sua politica non suscita entusiasmo. In crisi dalla sconfitta del governo Juppé a seguito dello sciopero di sei settimane del settore pubblico nel 1995, in preda a lotte fratricide e scissioni dopo la sconfitta alle elezioni legislative del 1997, la destra vince un’elezione per la prima volta dall’arrivo di Jospin al governo. Una sinistra che applica una politica antioperaia spalanca la porta alla ripresa della destra.

Un partito in crisi

Il 30mo congresso nazionale del Pcf che si terrà tra il 23 ed il 26 marzo a Martigues discuterà temi fondamentali per i comunisti: l’Urss e la fine dello stalinismo, un bilancio di tre anni di partecipazione al governo Jospin, il rapporto con i movimenti sociali che dal 1995 stanno crescendo in Francia.

Cosa c’è dietro la contrastata linea di "apertura" e di ‘"rinnovamento" del progetto comunista che la direzione del partito sostiene di portare avanti, la famosa "mutazione genetica" proposta dal segretario R. Hue?

Francia

Spesso sentiamo dire che nella crisi della sinistra europea, il governo Jospin rappresenterebbe un’eccezione. Ma quanto c’è di vero in queste posizioni?

Se di "eccezione francese" si può parlare, questo riguarda non la linea del governo Jospin, ma il carattere particolarmente radicale delle mobilitazioni sociali in quel paese, che videro il punto culminante con lo sciopero di sei settimane dei dipendenti pubblici contro l’allora governo Juppé (destra)

Cresce il malcontento sotto il governo Jospin

La vittoria della sinistra in Francia alle elezioni del 1997 è stata un prolungamento sul piano politico dello sciopero generale del settore pubblico che bloccò l’economia francese per le ultime 6 settimane del 1995. Allo stesso tempo questo ha portato un colpo molto pesante ai partiti di destra (gollisti, liberali e Fronte nazionale) che ora sono come non mai spaccati e in preda a scissioni.


Gli studenti rialzano la testa

Le lotte imponenti di novembre/ dicembre ‘95 hanno marcato una svolta nella situazione francese. La destra al governo è stata battuta da una coalizione di partiti operai (P.S./ P.C.F.) e questo ha contribuito a rafforzare una tendenza alla mobilitazione dei lavoratori. Ogni settimana ci sono manifestazioni e scioperi in varie città contro i licenziamenti e la disoccupazione, per i diritti degli immigrati, contro le privatizzazioni portate avanti dal governo Jospin (banche, università, elettricità). Il movimento studentesco di ottobre/novembre è dunque in altro segnale della crescente radicalizzazione della società.

Francia: verso un nuovo ’68?

Mentre la Borsa di Parigi è cresciuta del 29,5% nel 1997 i disoccupati sono aumentati di mezzo milione. Negli ultimi 5 anni la produzione di beni è cresciuta del 70% mentre il numero dei disoccupati si moltiplicava per 7! Il risultato finale di questa vera e propria guerra civile "economica" è che il 5% dei francesi più ricchi dispone del 40% del patrimonio mentre il 50% più povero si deve accontentare del 8%.

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