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La nostra esclusione da Progetto comunista
e le sue conseguenze

 

Il 30 giugno-1 luglio si è tenuta a Marina di Massa l’assemblea nazionale di Progetto comunista, area programmatica che organizzava la sinistra del Prc. L’assemblea si è conclusa con una serie di decisioni che cambiano radicalmente la natura di questa associazione.

Materiali sul dibattito nell’area programmatica di Progetto comunista

In seguito all’ultima riunione del Comitato politico nazionale del Prc, se è aperta nell’area che organizza la sinistra del partito (Progetto comunista) un dibattito politico e organizzativo, che riguarda sia le prospettive politiche generali quanto il futuro dell’area nella battaglia interna al Prc.

 

Dopo il referendum

La sconfitta amara del referendum sull’articolo 18 apre un dibattito serio e approfondito nel partito. È necessario trarre un bilancio complessivo della linea seguita dal partito negli ultimi anni, e in particolare dopo l’ultimo congresso nazionale (aprile 2002). A nostro avviso gli avvenimenti delle ultime settimane chiamano in causa l’intera impostazione delle tesi congressuali e la pratica che ne è derivata.

 

Dal Prc del territorio


Nasce un nuovo circolo di Rifondazione alla Bonfiglioli Riduttori, azienda metalmeccanica nella provincia di Bologna. 15 compagni (tutti operai) hanno sentito la necessità di aggregarsi sotto la bandiera rossa con la falce e il martello in bella vista.

Rifondazione nell’Unione

A un anno esatto dal congresso di Venezia, che sanciva il prevalere delle tesi di Bertinotti con il 59% dei voti nei congressi di base, ci avviciniamo a grandi passi alla verifica dei fatti. Il Prc si appresta ad entrare in una fase cruciale, forse decisiva della propria esistenza, e lo stesso dicasi per tutte le diverse componenti politiche che si sono espresse al suo interno.

Prc e metalmeccanici

A Napoli il referendum sul contratto dei metalmeccanici ha causato un piccolo terremoto politico. Nel capoluogo partenopeo infatti oltre 5.000 lavoratori si sono espressi contro l’ipotesi di accordo ed i no hanno raggiunto il 38,75% dei votanti, percentuale seconda in Italia solo alla provincia di Potenza. Il contratto è stato ampiamente bocciato in due della fabbriche più importanti della provincia - Fiat Auto e l’Alenia - e i no hanno raccolto oltre il 33% dei consensi nella Fiat Avio di Pomigliano.

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