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Le elezioni siciliane rappresentano un vero e proprio terremoto politico. Colpisce l’astensione, oltre il 50%, un dato mai raggiunto nel primo turno elettorale della storia repubblicana. Insieme al voto ottenuto dal movimento Cinque stelle, praticamente sette siciliani su dieci hanno negato l’appoggio ai partiti che hanno governato l’isola (e l’Italia) in questo ultimo ventennio.

Seguire gli appelli e le "proposte unitarie" che proliferano a sinistra è diventata impresa ardua, quasi impossibile. Non osiamo immaginare cosa accadrà nei prossimi mesi con l’approssimarsi della scadenza elettorale.

Rendiamo disponibile il documento che abbiamo presentato al CPN del PRC di questo fine settimana.

La crisi economica entra in una nuova fase. Le contraddizioni dell’Eurozona sono arrivate al livello di guardia; l’uscita della Grecia dalla moneta unica viene considerata ormai pressoché inevitabile anche se si tenta di tenere la crisi congelata fino al voto del 17 giugno nel tentativo di impedire la vittoria di Syriza in una campagna elettorale polarizzata all’estremo, come in Europa non si vedeva da generazioni.

Cronaca semiseria di una direzione nazionale


Volendo rappresentare la linea di Rifondazione Comunista di questi tempi, potremmo utilizzare l’immagine del giocatore d’azzardo che punta su tutti i numeri della roulette. Quel giocatore ha una sola certezza. Perderà poco alla volta ma è sicuro che perderà.

La portata degli attacchi del governo Monti è nota, altrettanto nota è la santa alleanza di tutte le formazioni politiche presenti in Parlamento, aldilà dei distinguo di rito, a sostegno del governo: tutti ipnotizzati dal feticcio dei “sacri interessi” del Paese.

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