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Apprendere dall’esperienza per preparare le nuove lotte!

Il fattore propulsivo del movimento studentesco nella prima fase della mobilitazione è stato costituito dalla protesta dei ricercatori. Le disposizioni normative del D.d.l. Moratti, delineano un’incisiva precarizzazione delle loro relazioni di lavoro.

La lotta è cominciata

Nell’ultimo anno si è verificato un vertiginoso aumento delle tasse, al quale va aggiunto un continuo peggioramento delle condizioni di studio in Accademia: tra le altre spicca la scandalosa proposta di invalidare alcuni degli esami già sostenuti dagli studenti del vecchio ordinamento, essendo questi corsi presenti solo nel piano di studi dei triennalisti (a cui si aggiunge l’introduzione dell’obbligo di frequenza e in generale della nuova riforma universitaria).

Aumento di tasse intollerabile

Milano - Rispetto all’anno precedente, quest’anno accademico si è aperto nel malcontento generale da parte di molti studenti. Questo è dovuto principalmente ad un aumento della retta senza precedenti. Per uno studente che si iscrive al primo anno la retta minima è di euro 749,91 mentre la massima è di euro 2981,91. Per tutti gli altri, c’è da sottrarre euro 153,11 riferiti agli esami di ammissione ed alla tassa di immatricolazione. Tutto ciò è inconcepibile dal momento in cui l’anno precedente il totale tra prima e seconda rata con esame d’ammissione e tassa d’immatricolazione era di 653,11 euro e l’anno prima ancora 353,11 euro.

A pochi giorni dalla presentazione del Decreto di legge (Ddl) Moratti alla Camera, la maggior parte delle università italiane ribadisce il suo No a questo progetto che getterebbe la didattica e la ricerca italiana in condizioni ancora peggiori di quelle attuali. Già la scorsa primavera si sono levate voci di protesta al progetto dalla totalità delle università italiane con la nascita di comitati locali anche molto combattivi.

A casa la Moratti!

Mentre il contingente italiano in Iraq spende 26mila euro al giorno solo per muovere 8 mezzi blindati, un edificio scolastico italiano su 3 è a rischio di crollo (indagine “cittadinanza attiva”). Solo alla fine di quest’anno il costo totale della missione sarà di 726 milioni di euro, circa 1.400 miliardi delle vecchie lire.

Quanto si potrebbe fare con le stesse risorse indirizzate nel campo dell’istruzione? Eliminazione delle tasse d’iscrizione, piani di edilizia scolastica, assunzione di nuovi docenti, riqualificazione dell’insegnamento. Accade l’esatto contrario: l’istruzione pubblica riceve l’ennesimo attacco.


Non siamo “ballerine” ma studenti in lotta


Venerdi 26 Marzo, in occasione dello sciopero generale, anche a Reggio Emilia il Comitato in difesa della Scuola Pubblica (Csp) ha partecipato alla manifestazione indetta dai sindacati.

Consapevoli di come gli attacchi alla scuola pubblica e al diritto allo studio procedano sempre a braccetto con più ampie politiche di smantellamento dello stato sociale, come Csp ci siamo mobilitati a fianco dei lavoratori contro le politiche di questo governo.

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