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Licata

Quest’anno i problemi sulla sicurezza nelle scuole di Licata (Ag) hanno raggiunto livelli inauditi. Durante le ore di lezione, in un laboratorio di biologia dell’istituto professionale “Fermi” di Licata, gli studenti guardavano increduli le macerie dell’incidente. Un forato che cede e si frantuma per terra in mille pezzi sotto gli occhi dei ragazzi attoniti e storditi per l’accaduto è un esempio degli indefinibili livelli di sicurezza della nostra scuola.

 

Il 12 ottobre 400 studenti sono scesi in piazza per lottare contro la vergognosa condizione in cui versano gli istituti pavesi, che, da un lato, limita pesantemente il diritto allo studio di migliaia di alunni e dall’altro svaluta la dignità lavorativa degli insegnanti. Parliamo quindi di una mobilitazione che affonda le proprie radici nell’oggettivo stato di abbandono che colpisce le nostre scuole: ormai a Pavia avere un banco per studiare, una palestra senza buche o una scuola con un soffitto stabile è diventato un vero privilegio!

 

La scuola pubblica da tempo attraversa una situazione di progressivo degrado, conseguenza naturale delle controriforme degli ultimi vent’anni che hanno condotto al sistematico smantellamento del concetto stesso di diritto allo studio. Alla continua ascesa dei costi dei mezzi di trasporto e delle tasse d’iscrizione, quest’anno andrà a sommarsi anche un rincaro medio del 5% sui prezzi dei libri scolastici. Anche sul fronte della dispersione scolastica scatta un altro campanello d’allarme: l’Italia infatti continua ad essere uno dei paesi europei più funestato dalla piaga dell’abbandono scolastico con una percentuale che si attesta intorno 21,9% (la media europea è del 10%).

 

E' passato quasi un anno dalla formazione del Comitato in difesa della scuola pubblica (Csp) di Bologna, durante il quale abbiamo registrato una crescita sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo della nostra organizzazione studentesca.

 Svolta o continuità?

 

“Non parto dall’idea di un’abrogazione totale della legge, interverrò con la logica del “cacciavite”. Cambieremo, pezzo per pezzo, tutto ciò che non va.” Fioroni, ministro della pubblica istruzione.

Con queste parole il neoministro della pubblica istruzione esplicita la linea guida del suo futuro operato. Questa metafora apparentemente ambigua contiene in sé una chiara affermazione: dichiarando di voler cambiare solo ciò che non funziona, non intende mettere in discussione l’impianto delle controriforme che stanno distruggendo l’educazione pubblica, in primis la tanto contrastata controriforma Moratti.

Organizzarsi per fare come in Francia!

 

Domenica 7 maggio, si è tenuta a Bologna, la riunione del coordinamento nazionale del comitato in difesa della scuola pubblica (Csp) e del coordinamento studentesco universitario (Csu). L’obbiettivo di questa riunione, nasceva da una necessità oggettiva: fare un bilancio delle mobilitazioni studentesche di quest’anno, analizzare le conseguenze del cambiamento di governo per porre le basi su cui rilanciare, nella maniera più efficace, l’intervento nelle scuole e nelle università.


La Repubblica del 6 gennaio ha pubblicato “Uno sguardo sull’istruzione 2005”, il rapporto dell’ Ocse sulla scuola e l’università. Sono dati che ci consegnano una volta di più un’immagine desolante dello stato dell’istruzione pubblica in Italia.
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