Cogetech: per i dipendenti il lavoro non è un gioco - Falcemartello

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La Cogetech s.p.a è una concessionaria per i monopoli di Stato per il gioco legale, un settore che per molti anni ha fatto enormi profitti. Ora il fondo comune di investimento azionista di maggioranza ha deciso di vendere e, per rendere più appetibile l’azienda, di ristrutturare. L’immagine della grande famiglia a cui i lavoratori hanno creduto per anni si è infranta di fronte all’annuncio di almeno sei esuberi fra i lavoratori del call center, e il direttore del personale ha tenuto a precisare che si tratta solo di un primo passo all’interno di un progetto più ampio di riorganizzazione. Per trovare dei volontari è stata offerta la misera cifra di 10mila euro, e il dirigente ha avuto il coraggio di dire che sono una buona occasione per un’attività imprenditoriale!

Fino a quel giorno il numero degli iscritti al sindacato (Cgil) era solo pari a 8 su circa 80 lavoratori della sede di Roma. La Rsa ha ovviamente indetto un’assemblea che questa volta, contrariamente al solito, è stata molto partecipata e combattiva, con quasi cinquanta persone presenti. La cosa più importante era spiegare a tutti che, se vogliamo che non si perda neanche un posto di lavoro, bisogna assolutamente essere uniti e pronti a dare battaglia. Nel corso degli anni la dirigenza ha compiuto scelte errate in vari settori e abbiamo anche visto arrivare o nominare nuovi dirigenti che poco di buono hanno apportato. Ora, come al solito, si vuole fare pagare a chi veramente produce. L’assemblea si è conclusa con la decisione di dichiarare lo stato di agitazione. Inoltre nel corso del pomeriggio sono arrivate altre 14 iscrizioni al sindacato!

Per cercare di coinvolgere proprio tutti, nei giorni successivi è stato fatto un volantinaggio. Mentre l’azienda correva per decidere quali lavoratori sarebbero stati “salvati” andando a lavorare per i neonati back office (gli uffici che portano avanti le segnalazioni arrivate al call center) e quali sarebbero rimasti nel call center e quindi possibili esuberi, è stata indetta una nuova assemblea per l’11 febbraio. Durante l’assemblea si è deciso di riunirci nuovamente al termine del colloquio con l’azienda e nel caso di indisponibilità alla trattativa, indire immediatamente uno sciopero. Anche lavoratori che precedentemente si sono dimostrati più arretrati, sono intervenuti in modo deciso, rivelando la volontà di vendere cara la pelle. Più si va avanti e più matura la consapevolezza che è giusto ribellarsi all’arroganza dell’azienda. Siamo tutti coscienti del fatto che le alternative ai licenziamenti sono tante, da contratti part time (spesso richiesti e rifiutati da parte dell’azienda) all’ultima spiaggia dei contratti di solidarietà. Nessuno deve rimanere a casa!

ULTIM’ORA:giovedi 19 febbraio si è svolto l’incontro fra l’azienda e l’Rsa con una sostanziale chiusura della prima. In risposta, venerdi 20 l’assemblea dei lavoratori ha deciso di scioperare martedì, mercoledì e giovedì successivi ad orari a sorpresa. La lotta continua!