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Città del Messico
Le mobilitazioni in Messico non si fermano: dalle manifestazioni dal carattere esplosivo, che hanno seguito la scomparsa dei 43 studenti della Scuola normale di Ayotzinapa, si è passati a una maggiore strutturazione delle lotte.
Il governo, che non ha dato alcuna risposta credibile ai parenti dei desaparecidos, continua con atti repressivi di ogni sorta. Si moltiplicano i punti di incontro e discussione dei movimenti, in cui hanno avuto un ruolo centrale i parenti degli studenti normalisti scomparsi.

Come avvertivamo già in articoli sugli scorsi numeri di FalceMartello le lotte in Messico non si arrestano: quelle iniziate come mobilitazioni studentesche stanno ora assumendo un carattere esplosivo, coinvolgendo e portando nel vivo della lotta ampi settori della classe lavoratrice.

Sulla base della campagna sviluppata nel Messico e a livello internazionale, gli studenti arrestati il primo dicembre di cui si parla in questo appello sono stati liberati oggi. Questa è la risoluzione, promossa dal Comitato studentesco di lotta del Politecnico (Clep) e da la Izquierda socialista, la tendenza marxista messicana, che abbiamo sostenuto anche in Italia.

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