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Dopo lo sciopero della scuola del 5 maggio, che ha ottenuto un grande successo fra gli insegnanti con una adesione nazionale intorno al 70 per cento, i vertici sindacali di tutte le organizzazioni non sono stati in grado di mantenere attiva la lotta ed indicare un percorso di mobilitazione coerente, dettandone modalità corrette e tempi certi. Dopo il 5 maggio i vertici sindacali hanno messo la lotta nel congelatore. Al termine delle trattative, ormai ad anno scolastico concluso, l’ultimo colpo di coda è giunto con lo sciopero “durante” gli scrutini (cioè la riunione del consiglio di classe dove si attribuiscono i voti di fine anno scolastico).

Anche se la crisi non accenna a diminuire, il settore del trasporto merci e della logistica anche quest’anno “tiene” (crescendo fra l’1 e il 3%) grazie ad un recupero di produttività avvenuto attraverso la “razionalizzazione e l’efficientamento del sistema logistico” (Confetra 2015) che in altre parole significa: aumento dello sfruttamento dei lavoratori del settore, in particolare degli operai, magazzinieri e autisti. In questo contesto a fine dicembre scade il contratto nazionale. I sindacati confederali hanno presentato il 30 giugno una bozza di piattaforma unitaria per il suo rinnovo. Fare questo, con gli attuali rapporti di forza a nostro sfavore – in cui i contratti non si rinnovano o si rinnovano a perdere – è stato un atto di grande “coraggio”.

I 18 facchini dipendenti della cooperativa Mt Service addetti alla logistica nella ditta metalmeccanica Motovario (440 dipendenti e tra i leader mondiali nella produzione di riduttori) dopo un giorno e mezzo di picchetto e blocco delle merci hanno vinto la loro battaglia: tutti assunti nella ditta committente. La vertenza parte circa un mese fa quando i 18 facchini avvertono la Rsu Fiom Motovario, Giuseppe Faillace, che da oltre un mese la cooperativa non li stava pagando nonostante la committente avesse regolarmente pagato.

Governo, sindacati e azienda si uniscono in un coro entusiasta: l’accordo firmato il 2 luglio salvaguarda, a loro dire, i posti di lavoro, cancella la minaccia dei 2.060 esuberi e scongiura la chiusura degli stabilimenti di Carinaro (Caserta) e None (Torino). Ma i proclami di vittoria di Fiom-Fim-Uilm vanno come minimo ridimensionati.

Negli ultimi anni si sono sviluppate lotte molto forti e radicali tra i lavoratori impiegati nel settore della logistica. Spesso protagonisti di queste lotte sono stati i facchini organizzati nel Si-Cobas, che con spirito di sacrificio e determinazione hanno ottenuto importanti risultati. Ma non sono stati gli unici, tutto il settore della logistica è infatti sottoposto a una ristrutturazione generale che mette i lavoratori sotto fortissime pressioni.

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