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L’uccisione di 16 civili, bambini inclusi, da parte di un sergente 38enne dell’esercito statunitense durante un’operazione di “stabilizzazione di un villaggio” vicino a Kandahar, in Afghanistan, rivela la natura di questa “guerra giusta”. Come altre guerre, è una sfacciata aggressione per il profitto da parte delle élite imperialiste.

Gli strateghi seri dell’imperialismo statunitense comprendono che una vittoria militare in Afghanistan è da escludersi. Allo stesso tempo, Russia, India, Cina e altre potenze stanno manovrando per trarre vantaggio dalla situazione. Tutto questo è il risultato della sconfitta reazionaria della Rivoluzione Saur del 27 aprile 1978 (Saur è il secondo mese del calendario persiano, corrispondente al nostro aprile, ndt) . Adesso, in ogni caso, la memoria di quel periodo sta tornando tra i lavoratori e i giovani, che sono alla ricerca di un’alternativa sia al fondamentalismo reazionario che al regime attuale.

L’arresto dei tre volontari di Emergency, Matteo Pagani, Marco Garatti e Matteo Dell'Aira, in Afghanistan costituisce un salto di qualità nelle manovre delle truppe Nato e del governo di Karzai. Ad una settimana dall’arresto, è evidente anche al più ingenuo dei bambini che il ritrovo di materiale esplosivo all’interno dell’ospedale di Lashkar-gah e l’accusa di preparare un attentato contro il governatore della provincia di Helmand non sono altro che una colossale montatura.

Via le truppe dall’Afghanistan


Il 7 ottobre 2001 le truppe Usa invadevano l’Afghanistan. Dopo otto anni di occupazione, nessuno degli obiettivi degli Stati uniti sono stati raggiunti. Osama Bin Laden e il Mullah Omar non sono stati catturati, i talebani non sono stati debellati, le perdite delle truppe alleate continuano ad aumentare e Washington non ha nessuno di cui potersi fidare tra coloro che governano a Kabul.

La situazione in Afghanistan si fa sempre più intricata. L’invasione Usa dura ormai da sette anni, e l’imperialismo non è riuscito affatto a stabilizzare la situazione, al contrario. Le truppe della Nato controllano sempre meno territori e sono sempre più impopolari. Per sgominare la resistenza è prassi comune ricorrere a bombardamenti indiscriminati, senza fare distinzione tra civili e “terroristi”.

Duemila bombardamenti aerei negli ultimi sei mesi, almeno quattro mila vittime civili nel solo 2006, la completa disorganizzazione dell’economia, un governo fantoccio di Washington corrotto fino alle midolla, la più alta mortalità infantile al mondo (165 bambini su 1.000 nati). Questo è il quadro dell’Afghanistan “democratico” dopo cinque anni di cosiddetta “guerra al terrore” condotta dall’imperialismo. Senza contare che aree crescenti del paese sono controllate dai talebani, spesso in alleanza con signori della guerra locali.


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