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Parte da Bologna il progetto Desi (Dual education system Italy). Grazie a questo progetto, nelle fabbriche di Ducati e Lamborghini, entrambe appartenenti al gruppo Volkswagen, entreranno a lavorare alcuni studenti degli istituti Aldini Valeriani e Fioravanti Belluzzi.

Gli studenti di queste scuole potranno avere “l’opportunità”, una volta terminato il triennio professionale, di iniziare questo percorso fatto di studio e lavoro totalmente gratuito in azienda. Se pensavate che il lavoro dovesse essere una prestazione retribuita probabilmente non siete abbastanza innovatori, come lo sono invece i nostri imprenditori e come lo è il nostro governo, che puntano infatti a creare dei docili schiavi ammaestrati nelle nostre scuole. Il progetto Desi è infatti perfettamente in linea con quelle che sono le direttive governative, che puntano a ridurre gli orari di formazione e didattica all’interno delle scuole per sostituirle con lavori gratuiti, di cui ad oggi non si conosce il reale apporto formativo.

Se in linea di principio siamo favorevoli  a creare percorsi che leghino lo studio con l’attività lavorativa in un processo complementare, crediamo anche che il lavoro, tutto il lavoro, vada giustamente retribuito e che questo debba continuare ad avere un carattere di apprendimento e formazione. Queste due caratteristiche non sono assolutamente garantite dal progetto in questione, che pertanto va fortemente contrastato, così come va contrastato il progetto della “Buona scuola” renziana, che dello sfruttamento e dell’addestramento dei più giovani fa uno dei suoi cavalli di battaglia, cercando di mettere in atto una viscida concorrenza che porterebbe un indiscutibile calo dei salari.

Il modello che ci vogliono proporre nasconde solo nuovi attacchi e sfruttamento ai danni dei giovani e dei lavoratori. Anche per questo serve una lotta unitaria in grado di combattere governo e padroni.

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