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In Italia c’è bisogno e richiesta a livello di massa di una stampa operaia e marxista che presenti un punto di vista alternativo e di classe su tutto quanto ci viene propinato su giornali, tv e social media dalla classe dominante. Il successo straordinario ottenuto dalla diffusione del primo numero di Rivoluzione lo indica in modo cristallino.
Usciti il 22 aprile con una tiratura di 3.400 copie, molte zone (Parma, Bologna, Trieste, Genova, Modena, Roma) avevano esaurito o quasi le loro scorte già la sera del 25. Nella sola giornata del 25 aprile abbiamo diffuso in modo militante quasi 2mila copie di Rivoluzione in svariate decine di cortei ed iniziative in tutta Italia. A Parma i compagni hanno diffuso nel corteo cittadino la bellezza di 162 copie! Più di 300 copie sono state diffuse a Milano ed a Bologna, dove abbiamo partecipato alle iniziative di via del Pratello e di Monte Sole. A Casa Cervi, nel reggiano, abbiamo esaurito una cinquantina di copie in poco più di un’ora. A Trento, addirittura, i compagni hanno dimostrato grande dinamismo: avendo finito una cinquantina di giornali il mattino, in orario di pranzo hanno fotocopiato alcune decine di copie che poi hanno puntualmente venduto nelle iniziative cittadine pomeridiane e nel corteo bilingue di Bolzano.

Non più tardi del 27 aprile, abbiamo realizzato una frenetica ristampa di 3mila copie. Se qualcuno avesse avuto il timore di una ristampa motivata da eccessivo ottimismo, sarebbe bastato il Primo maggio per riacquistare serenità. In quella sola giornata abbiamo veleggiato verso le mille copie vendute. Siamo stati presenti al concerto alternativo di Taranto (58 copie), a Torino con un centinaio di copie diffuse e di nuovo un exploit superiore a cento a Reggio Emilia. Quel giorno abbiamo addirittura organizzato una vendita di successo oltre i confini, a Lugano nella Svizzera di lingua italiana!

Anche le prime diffusioni davanti a luoghi di lavoro e di studio ci hanno dato molte soddisfazioni. Alla Ferrari di Maranello (MO) e alla Fiat Cnh di Modena abbiamo diffuso 8 giornali in entrambe le vendite militanti, coprendo per ora un solo turno ad azienda; ad un liceo di Varese ce ne siamo tornati a casa dopo aver venduto non meno di 11 copie di Rivoluzione!

La sera del 5 maggio, giorno del riuscitissimo sciopero della scuola, potevamo contare circa altri 500 giornali diffusi nelle piazze in lotta, di cui più di 140 a Roma e 130 a Milano. E di nuovo, diventa quasi noioso (ma bello) riscriverlo, giornale esaurito in diverse città nelle quali si sono organizzati cortei locali (Messina, Agrigento, Pescara).

Il nome del giornale, certo impegnativo, è centrato e pienamente in fase con lo spirito e le riflessioni di decine di migliaia di giovani e lavoratori convinti che questo sistema sia al collasso; un giornale cartaceo con buona periodicità e diffuso in forma militante è oggi non solo una via percorribile per un’organizzazione fatta di militanti formati e consapevoli, ma anche e soprattutto una necessità per chi vuole costruire nella pratica un’organizzazione in grado di sfidare il capitalismo. Insomma, per citare Lenin, una buona stampa operaia è “l’organizzatore collettivo” che ci serve più che mai.

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