Periodicamente si torna a parlare dei fondi pensione. Ogni giorno che passa diventa sempre più difficile per i padroni dimostrare ai lavoratori che rappresentano un’opportunità. Colpisce a questo proposito l’articolo apparso lunedì 19 gennaio 2008 sul Corriere economia a firma di Roberto Bagnoli. In sintesi è costretto ad ammettere che nel 2008 i Fondi pensione hanno reso meno del Tfr a causa della crisi finanziaria. Ancora peggiore la situazione dei fondi pensione più aggressivi.

Nei primi 9 mesi di quest’anno i fondi pensione affondano impietosamente sotto i colpi della crisi delle borse. Solo il 3% dei gestori è riuscito a battere i rendimenti del Tfr (la liquidazione) che ha reso il 2,7%.


Ancora un mese per evitare la trappola del silenzio-assenso

Manca ormai poco più di un mese alla fatidica data del 30 giugno, entro la quale i lavoratori in forza nelle proprie aziende da prima del 1 gennaio 2007 dovranno decidere il futuro del proprio Tfr. Ancora poche settimane nelle quali dovremo intensificare la campagna contro il Tfr nei fondi.

I dati pubblicati pochi giorno fa dalla stampa dicono che solo 100mila lavoratori su una platea di 11 milioni hanno aderito ai fondi pensione tra il primo gennaio e fine marzo. Molto pochi se si pensa che siamo a più di metà del percorso entro il quale i lavoratori assunti prima del 31 dicembre 2006 dovranno decidere cosa fare del proprio Tfr. Il fatto ha gettato non poco scompiglio tra le fila dei fervidi sostenitori della previdenza complementare.

Tutti i fondi pensione sono più rischiosi del Tfr, in quanto il loro andamento non è certo ma dipende dai titoli in cui sono investiti (essenzialmente azioni e obbligazioni). Per questo non c’è alcuna certezza del risultato finale, né nel breve, né nel lungo periodo. Per quanto riguarda il breve periodo, gli ultimi dieci anni ne sono una dimostrazione sufficiente, dato che il Tfr ha battuto i fondi pensione in più della metà degli anni e anche prendendo i dati aggregati 1998-2005, il Tfr straccia i fondi pensione. Solo nel periodo 2004-2006 i fondi pensione hanno fatto meglio, per la ripresa della Borsa, e questo “sorpasso” viene sbandierato su tutti i giornali.

Per cercare di aumentare il rendimento, i fondi pensione stanno investendo sempre più in settori ad alto rischio, come gli immobili, i fondi speculativi e i fondi di “private equity”. Questi ultimi sono fondi pensati per aiutare la crescita delle piccole aziende ma che hanno ora lo scopo di acquistare, indebitandosi, aziende di solito molto grandi, farle a pezzi, rivenderle e uscire subito incassando lauti profitti. Sono fondi che non hanno alcun controllo, gestiti in modo completamente discrezionale e che hanno a disposizione una quantità di soldi inimmaginabili, si parla di centinaia di miliardi di dollari.

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