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FalceMartello ha condotto una battaglia contro i fondi pensione sin dalla loro introduzione in grande stile alla fine degli anni ’90. Abbiamo spiegato a più riprese quanto questo strumento fosse un mezzo per distruggere la pensione pubblica e per regalare soldi alla speculazione.


Per anni, dirigenti sindacali ed “esperti” ci hanno spiegato, quando le borse andavano così così, che nel lungo periodo i fondi convengono sempre. Abbiamo dimostrato, cifre alla mano, che tali affermazioni erano e sono false (vedi La rivincita della liquidazione).
 
Dopo appena pochi mesi dall’inizio della crisi finanziaria, i fondi pensione versano già in condizioni disastrose. Ora molti si stracciano le vesti invocando nuove regole e tuonando contro l’avidità dei banchieri. Come sempre fuori tempo massimo.

Che fare però con i lavoratori che hanno creduto alle illusioni del magico mondo della finanza e si ritrovano in una situazione drammatica? Semplice, deve pagare lo stato. Questa è la proposta dell’organismo di vigilanza sui fondi pensione, la Covip, che propone che sia lo stato a coprire le perdite, oppure che i lavoratori che lasciano il lavoro continuino a versare contributi ai fondi senza richiedere l’assegno integrativo prima che la crisi sia finita (“La Repubblica” 15.11.08).

Questa richiesta, insieme tragica per i lavoratori e comica nella sua palese ingiustizia, mette la parola fine alla discussione sull’efficienza dei fondi pensione contro il “carrozzone” della pensione pubblica.

Come al solito, banche e assicurazioni hanno fatto profitti d’oro e quando sono iniziati i problemi, a pagare sono sempre i lavoratori.
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