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Il primo settembre, alla festa nazionale del Pd, si è svolto un dibattito con Paolo Ferrero e Vannino Chiti. Per quanto riguarda la situazione politica italiana il dibattito è scivolato sulla vicenda del governo Prodi e sulla sua “ingloriosa” fine.

Ferrero ha ricordato alcune delle cose che quel governo non ha fatto pur facendo parte del “programma” (commissione parlamentare d’inchiesta sul G8 di Genova, superamento della Legge 30, ecc.), Vannino Chiti sulle questioni del “programma” è stato sfuggente, il succo del suo intervento si è concentrato sulla eterogeneità della coalizione dove in troppi a suo dire tiravano la coperta dalla loro parte mancando di “collegialità” con scarso rispetto verso gli elettori.

Il dibattito si è ravvivato, se così si può dire, quando il moderatore ha indirizzato il confronto sulle prospettive future e sulle alleanze in vista delle prossime elezioni amministrative.

Ferrero ha rimarcato la distanza programmatica che attualmente divide il Prc dal Pd, e che le differenze sono così profonde da rendere anche nel futuro impraticabile una intesa di “governo nazionale”, tuttavia tale intesa è possibile a livello locale là dove esistano programmi ben delineati e condivisi, ed è stato fatto l’esempio della Regione Toscana dove l’accordo è stato raggiunto su basi programmatiche condivisibili.

L’impossibilità di un accordo di “governo nazionale” è stato motivato da Ferrero oltre che dal fallimento del governo dell’Unione dal fatto che il Pd è legato ai “poteri forti” di questo Paese che ne condizionano la politica.

Il segretario del Prc, ha inoltre affermato che uno dei “paletti” che per Rifondazione renderebbero impraticabili gli accordi anche a livello locale è rappresentato da una estensione dell’alleanza all’Udc. Ha poi proposto che nonostante l’incompatibilità programmatica per il governo del Paese bisogna fare di tutto per cacciare Berlusconi, vero “vulnus” per la democrazia tout-court, proponendo una alleanza col Pd e con chi ci sta, questa volta anche con l’Udc, volta a fare una nuova legge elettorale proporzionale ed una sul conflitto di interessi per poi andare a nuove elezioni politiche.

La risposta di Vannino Chiti è stata secca e stizzita ed ha rispedito al mittente la proposta politica contenuta nell’intervento di Ferrero. Vale la pena di riassumerla brevemente: l’accusa rivolta da Ferrero sui legami del Pd con i poteri forti (cosa peraltro assolutamente dimostrabile con la presenza nei quadri e nelle rappresentanze istituzionali di questo Partito) è stata bollata come linguaggio da Terza Internazionale rispolverando addirittura il “socialfascismo”, più concretamente che per il Pd non è tollerabile creare “convention ad escludendum” nella battaglia per cacciare Berlusconi dal governo del Paese e/o a livello locale laddove esistano condizioni per una ampia intesa da apporre al centro-destra.

Non praticabile per Chiti è pure la proposta di una alleanza a “tempo” che riformi la legge elettorale e ne faccia una sul conflitto di interessi per poi rimandare tutti a votare. Gli elettori non solo non ci capirebbero ma ci prenderebbero pure per “matti” punendoci severamente nelle urne (come dargli torto?). Vannino Chiti ha chiuso il suo intervento dicendo che il Pd è disponile ad allearsi con tutte quelle forze politiche, compresa la sinistra radicale, che si pongano seriamente il problema della governabilità dell’Italia (dulcis in fundo!).

Si è chiuso così l’incontro ed il dibattito, che ha evidenziato a mio parere tutta la debolezza politica della proposta politica di Ferrero ma anche l’arroganza del Pd che vuole negoziare solo da una posizione di forza che gli deriva peraltro dai “numeri”.

Sulla natura politica del Partito Democratico abbiamo già espresso le nostre posizioni, ma anche la dinamica di questi incontri dimostra come a parte le “differenze prettamente formali” tra un esponente o l’altro di questo partito nulla cambi nella sostanza nella sua tendenza egemonica nell’ambito del sistema bipolare e nella pratica sociale.

Tutto questo è volutamente sottovalutato dalla nuova maggioranza che nel Prc si è coagulata attorrno alla figura del segretario nazionale e bene abbiamo fatto a separare la nostra responsabilità nell’ambito della segreteria nazionale.

Termino con una nota “ambientale”. L’incontro si è svolto all’Arena del mare al Porto antico, posto molto suggestivo, ma sarà stato il periodo di ferie, l’ora pomeridiana ancora calda o che altro, ma i posti vuoti nella platea erano molti, i presenti saranno stati un centinaio di persone, forse nemmeno, di cui buona parte nostri militanti che non mi sono parsi molto rinfrancati dall’andamento dell’incontro.

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