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La crisi politica che si protrae in Belgio e che lascia il paese ancora senza governo dalle elezioni dello scorso giugno ha aperto un aspro dibattito in tutti i partiti. Particolarmente interessanti sono i processi che si stanno sviluppando all'interno del Partito socialista fiammingo dove la sinistra del partito ha ottenuto una notevole affermazione in occasione dell'elezione del nuovo segretario. Pubblichiamo un articolo a riguardo dei compagni della tendenza marxista Vonk in Belgio.
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In un precedente articolo (che potete leggere cliccando qui, in inglese) avevamo spiegato come Erik De Bruyn, noto sostenitore della Tendenza Marxista Vonk, è stato scelto come candidato per le elezioni del segretario del Partito Socialista Fiammingo Belga.

 dal sito In defence of Marxism

Dopo una campagna della durata di due mesi nei circoli del partito, 58,000 iscritti hanno avuto la possibilità di votare per posta tra i candidati proposti dalla direzione del partito Caroline Genez e Dirk Vandermaelen e la lista di sinistra di Eric De Bruyn e Elke Heirman.

I risultati del voto sono stati resi noti nel congresso nazionale del 21 ottobre. Genez è stata eletta con il 66.4% dei voti, ma i candidati di sinistra hanno ottenuto uno stupefacente 33.6%. Ancora più sorprendente di questo risultato sono stati gli interventi degli attivisti di base durante il congresso.

Dopo il disastroso risultato nelle ultime elezioni parlamentari (il partito socialista fiammingo ha ottenuto solo il 16% il peggior risultato di sempre, ndt), la direzione del partito non è scampata alle critiche, la prima delle quali è di aver trascurato la base del partito. Agli attivisti di base è stato concesso di intervenire e ventiquattro di loro hanno potuto prendere la parola. Hanno parlato della democrazia interna al partito e del dovere della direzione di ascoltare la base. Hanno detto che i congressi servono a prendere decisioni democraticamente, non ad essere usati come spettacoli ad uso dei mass-media. Hanno posto l’accento sulla necessità dell’unità d’azione con i sindacati (questa questione è stata sollevata da molti interventi). Hanno criticato le divisioni delle istituzioni belghe su basi linguistiche (divisione che caratterizza anche i partiti, ndt)e hanno fatto appello alla solidarietà internazionalista.

Un lavoratore che si era candidato alle ultime elezioni ha detto che non basta mettere i lavoratori nelle liste elettorali, ma che la direzione del partito dovrebbe ascoltare i lavoratori e discutere con loro nei posti di lavoro.

Molti interventi hanno sfidato la linea politica ufficiale delle “pari opportunità” citando il fatto che in Belgio negli ultimi 20 anni la povertà è raddoppiata: una persona su sette vive attualmente sotto la soglia di povertà. Questo dato è stato messo in evidenza insieme alla necessità di controllare i prezzi dei beni di prima necessità, come il cibo e il riscaldamento, attraverso l’intervento statale.

Queste rivendicazioni sono state avanzate per la prima volta durante la campagna dalla corrente  di sinistra del partito “sp. A Rood”. I punti di questo programma sono stati accolti così entusiasticamente dalla base che la maggior parte degli attivisti li hanno subito fatti propri. Persino gli interventi a sostegno di Caroline Genez hanno usato gli argomenti della sinistra. Eric De Bruyn ha colto una grande verità dicendo che la sinistra ha ottenuto il 33% dei voti ma dominato il 66% del dibattito!

Un’altra questione che è stata posta dalla maggior parte degli interventi è stata la formazione del governo. I principali partiti di destra stanno portando avanti una trattativa per la formazione di un nuovo governo ormai da 136 giorni. Il principale punto di impasse in questa fase è rappresentato dalla riforma dello stato in senso ancora più nazionalista. Ma mentre sono divisi su questa questione, hanno molto meno problemi ad accordarsi sugli attacchi al welfare, la promozione dell’energia nucleare, la limitazione del diritto di sciopero ecc.  

Molti interventi hanno messo in guardia la platea del congresso da “quei  destri schifosi”, come ha fatto Fred Patrie, compagno di 80 anni e protagonista di questo congresso. Lui stesso ha ricordato il periodo in cui è diventato socialista, giovanissimo, durante la seconda guerra mondiale e durante la resistenza anti-nazista (sia contro i nazisti tedeschi che contro quelli “cresciuti in casa” tra i nazionalisti fiamminghi). Ha attaccato “quei ladri capitalisti” che si sono arricchiti attraverso l’evasione fiscale e ha avanzato la rivendicazione della tassazione delle grandi rendite. Ha citato con incredibile precisione una serie di cifre per dimostrare che è perfettamente possibile pagare le pensioni delle giovani generazioni, al contrario di quello che dice la destra sull’argomento. Il suo discorso è stato seguito da uno scrosciante applauso ed è finito cantando l’Internazionale.

Tutti i partecipanti erano d’accordo sul fatto che si è trattato del migliore congresso del Partito Socialista da molti decenni. Si poteva cogliere un autentico entusiasmo nei confronti delle idee del socialismo, non l’entusiasmo ipocrita che caratterizza i congressi da show organizzati da “esperti” della politica. Alla base di questo entusiasmo c’erano mesi e mesi di discussione, una discussione talvolta accesa ma che ha affrontato tutti i problemi fondamentali riguardanti il rapporto tra il Partito Socialista e la classe operaia in questa società.

In molti intereventi si è fatto appello all’unità del partito contro l’imminente governo. Questo è stato anche il filo conduttore degli interventi di alcuni dirigenti del partito che hanno preso la parola al congresso. L’ala sinistra non ha niente in contrario con ciò, a patto che non si tratti di un’unità che serva a zittire la base! La vera unità può essere solo il risultato di una  discussione franca e siamo convinti che in una tale discussione le idee della sinistra prevarrebbero.

Per la prima volta da decenni una vera sinistra sta prendendo corpo all’interno del Partito Socialista Fiammingo. Decine se non addirittura centinaia di attivisti hanno mostrato il loro interesse per le nostre idee. Ora ci stiamo ponendo l’obiettivo di organizzarli. E questa è solo la punta dell’iceberg. Le principali organizzazioni della classe operaia fiamminga e belga sono i sindacati con ben 2 milioni ed 800mila iscritti. Alcuni di loro sono ancora iscritti al Partito Socialista ma molti ne sono usciti, schifati dalla direzione di destra. Questi settori però stanno sicuramente seguendo con molta attenzione quello che sta succedendo. La classe operaia belga ha una tradizione tra le più combattive al mondo. Se la corrente di sinistra “sp.a Rood” sarà in grado di giocare il ruolo che le spetta, potrebbe rappresentare il motore della riconquista del Partito Socialista da parte della classe lavoratrice.

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