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Dal 30 novembre al 2 dicembre scorsi si è svolta la conferenza di fondazione di Syriza.

 

Nel Palazzetto della Pace e dell’amicizia di Atene, migliaia di delegati si sono riuniti per discutere del programma e delle prospettive future del Partito della sinistra radicale, che oggi è in testa a tutti i sondaggi elettorali.

I dirigenti di Syriza hanno fatto di tutto per trasformare la conferenza in una grande operazione di immagine, volta a sfoggiare l’unità del partito e a dimostrare che sono pronti a governare il paese.

Così, dopo l’intervento introduttivo di Alexis Tsipras, l’illustrazione del documento programmatico che il partito dovrà adottare è stata brevissima.

Al documento alternativo “Iniziativa per una Syriza rivoluzionaria”, presentato dai compagni della tendenza marxista “Epanastasi” è stata negata la possibilità di presentare il loro testo subito dopo quello ufficiale. Il documento promosso da Epanastasi era l’unico alternativo ed aveva raccolto oltre 140 firme tra gli iscritti al partito.

Solo dopo numerose pressioni, è stato concesso un intervento ad un compagno della tendenza marxista, Orestis Doulos, nella giornata di sabato.

Domenica 2 dicembre, giorno conclusivo della conferenza, si sono perse diverse ore sulle procedure di elezione del comitato centrale.

Il risultato è stato che la votazione sui documenti politici è stata molto frettolosa. Nessun emendamento della sinistra è stato posto al voto. D’altra parte, sia i dirigenti della “corrente di sinistra” (Aristero Reuma)  capeggiata da Panagiotis Lafazanis (attuale capogruppo in parlamento di Syriza) sia i vari gruppi organizzati che hanno aderito a Syriza, nonostante si professino “marxisti-leninisti” o “trotskisti”, si dimostravano molto più interessati ai posti nel comitato centrale che alla difesa delle loro posizione politiche.

La “corrente di sinistra” di Lafazanis ha visto comunque tuttavia ridimensionare il suo peso negli organismi dirigenti, passando da circa un terzo al 25% dei membri del Cc. Anche i gruppi settari che hanno aderito a Syriza non sono stati rappresentati come avrebbero voluto.

Crediamo che una delle ragioni di questo ridimensionamento sia stata quella di non aver condotto una battaglia aperta per difendere le proprie ragioni, come invece hanno fatto i compagni della tendenza marxista.

Alla fine il documento “Iniziativa per una Syriza rivoluzionaria” è stato messo ai voti, ma mentre si parlava di tutt’altro e quando metà dei delegati era fuori dalla sala. I voti a favore sono stati fra i 15 e i 20, ma avrebbero potuti essere molti di più se si fosse proceduto alla votazione con una modalità corretta.

Certo, i marxisti di Epanastasi non si aspettavano di sovvertire gli esiti della conferenza. Tuttavia, l’interesse dimostrato per il loro documento è stato veramente notevole. Lo dimostrano i 600 documenti venduti nei tre giorni della conferenza.

Questo interesse per le idee del marxismo all’interno di Syriza non potrà che crescere, visto il futuro tempestoso verso il quale i lavoratori e i giovani greci vanno incontro.

 

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