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Pietro IngraoOggi Pietro Ingrao compie 100 anni. I festeggiamenti si sprecano, ed è naturale per un traguardo che pochi riescono a raggiungere. Tuttavia quello che riteniamo più utile è un bilancio politico della vita dell'ex Presidente della Camera, che su tutti i mass media viene definito “l'impersonificazione stessa della storia della sinistra italiana”.

Se è il simbolo della sinistra in questo paese, lo è anche della sua disfatta. In tutte le occasioni fondamentali infatti Ingrao non ha mai saputo presentare una linea politica alternativa rispetto al gruppo dirigente del Partito comunista italiano. Non lo ha fatto rispetto allo stalinismo. Non si è opposto al compromesso storico con la Democrazia cristiana tra il 1976 e il 1979. Durante tutti gli anni otttanta, non ha posto alcun freno alla socialdemocratizzazione del Pci. Nel 1989, in occasione della svolta della Bolognina, sì è opposto al cambiamento del nome ma al momenti dello scioglimento del Pci è rimasto all'interno della nuova formazione politica, il Partito democratico della sinistra, avallando quella svolta di Occhetto, D'Alema e Veltroni che poi ha portato al Partito democratico.

Pietro Ingrao si è sempre fermato a metà strada e rappresenta tutti i limiti del riformismo di sinistra, del pensiero del “vorrei ma non posso”, fra i responsabili della scomparsa di quello che era nel dopoguerra il Partito comunista più forte d'Occidente.

Imparare dagli errori del passato è fondamentale per non ripeterli nel futuro: a tal proposito, consigliamo la lettura di un articolo pubblicato nel 2011, in occasione del 20° anniversario dello scioglimento del Pci.

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