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Era un rivoluzionario, un pensatore brillante ed originale, uno scienziato capace, un materialista dialettico.

 Figura importante della storia del trotskismo italiano, ha sempre lottato nel Prc per la difesa delle idee del marxismo ed è stato a lungo segretario del circolo "Libertini" di Milano. Non è mai stato dei nostri, di FalceMartello, ma ci rispettava e stimava e noi rispettavamo e stimavamo lui e le sue idee; è rimasto fino all'ultimo fedele alle idee di Trotskij (anche quando ha smesso di dirsi "trotskista", in polemica con il settarismo che ha spesso contraddistinto il cosiddetto movimento trotskista). Era così ed è così che lo ricordiamo: un comunista che non si è mai fatto "addomesticare", un rivoluzionario che ha sempre voluto battersi perché il comunismo fosse veramente "il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente", e non altro. Compagni così non dovrebbero andarsene mai.

12 Aprile 2006 

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