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Dopo nove anni di lotta abbiamo espropriato definitivamente la nostra fabbrica!

Il percorso intrapreso dai lavoratori della Zanon non sarebbe stato possibile se prima non avessimo strappato alla burocrazia sindacale la “nostra” rappresentanza nei sindacati.

Come prima cosa, nel 1998 abbiamo mobilitato la nostra commissione interna contro i licenziamenti, i trattamenti meschini, le umiliazioni e per migliori condizioni di lavoro, per i nostri salari, ecc. , ma soprattutto per attuare una forma nuova di lavoro – la democrazia diretta, per conquistare successivamente, nel 2000, il nostro sindacato e metterlo al servizio dei lavoratori.

Molta acqua è passata sotto i ponti negli ultimi nove anni, e diamo un grande valore al sostegno che abbiamo ricevuto mediante questa lotta – dalle comunità di quartiere di Centenario, Nequen, Plottier, alle Madri di Plaza De Mayo di Nequen, che ci hanno “adottato” dal primo giorno e che fino ad oggi sono sempre state al nostro fianco nelle piazze, resistendo insieme a noi a cinque ingiunzioni di sfratto, oltre a repressione e minacce; i compagni delle facoltà dell’ATEN, i compagni della CTA di Nequen insieme alla solidarietà nazionale e internazionale da parte di compagni che nemmeno conosciamo e che, sensibili alla nostra lotta, ci hanno inviato fondi di sostegno allo sciopero per permetterci di resistere.

Abbiamo anche imparato come solidarizzare con altri lavoratori, per creare una cassa di resistenza permanente. Crediamo che il coordinamento sia fondamentale per far vincere le lotte dei lavoratori. Per i minatori di Rio Turbio, i lavoratori petroliferi di Las Heras, i lavoratori delle fabbriche di Nequen e Rio Negro, i lavoratori dell’aeronautica, delle ferrovie, comprendendo anche il movimento dei disoccupati e decine di fabbriche occupate.

Dal primo giorno abbiamo aperto la fabbrica alla comunità, incontrando migliaia di bambini e di adulti perchè potessero imparare dall’esperienza della nostra lotta. Abbiamo rafforzato la solidarietà fra studenti e lavoratori sia con giovani delle scuole superiori sia con i compagni dalle università. Abbiamo organizzato festival musicali senza la presenza della polizia, con artisti locali e nazionali come – fra gli altri - La Renga, Attaque 77, Bersuit Vergarabat, León Gieco, Raly Barrioneuvo, il Duo Coplanacus, che hanno solidarizzato con la nostra lotta e donato la loro arte e solidarietà ai lavoratori della Zanon, rappresentati dalla comunità di Nequen.

La nostra lotta si è sempre basata sui metodi della lotta di classe, identificando nei governi, nei padroni e nelle burocrazie sindacali i nemici dei lavoratori. L’ esperienza accumulata negli anni e il sostegno che la nostra lotta ha ricevuto sia localmente che a livello nazionale ed internazionale ci ha permesso di spostare le volontà del governo locale dell’ MPN, che ha dovuto proporre e votare una legge per l’esproprio.

Riteniamo che la vittoria che abbiamo raggiunto sia di grande importanza per l’ intera classe lavoratrice, che questo governo che oggi vota a favore dell’ esproprio della Zanon da parte dei lavoratori sia lo stesso governo che ha ucciso Teresa Rodrìguez, lo stesso governo che ha represso i lavoratori della Zanon alla fine del 2001 ed ha cercato di sfrattarci per cinque volte, lo stesso governo che ha fatto sparare al compagno Pepe Alveal facendogli perdere un occhio durante la repressione nel Barrio San Lorenzo, lo stesso governo che ha ucciso il compagno Carlos Fuentealba e lo stesso governo che parla di pace sociale mentre in quest’epoca di crisi economica mondiale i padroni e i governi ci dichiarano guerra con licenziamenti, salari da fame, multe, ecc.

Scuole ed ospedali sono vuoti e i soli lavori pubblici di si parla sono la costruzione di nuove prigioni dove rinchiudere i nostri giovani, mentre ogni giorno migliaia di famiglie muoiono negli incendi originati nelle prese di corrente delle loro case fatiscenti.

Così, nonostante l’enorme vittoria che abbiamo raggiunto, nel contesto della crisi economica internazionale siamo convinti che la nostra lotta non sia finita, perchè sin dal primo giorno riteniamo che la salvezza non possa essere raggiunta individualmente ma al contrario dalla classe lavoratrice nel suo insieme.

Fratelli e sorelle,  tutti quelli che sono stati coinvolti,  tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno hanno dato un contributo, vi diciamo: gioite con noi per questo grande passo!

A tutti i compagni che continuano a guardare con incredulità, forse timorosi, forse scettici, diciamo di far parte di questa storia che richiede niente di più e niente di meno che fornire, come fatto da noi,  un granello di sabbia per trasformare la realtà e sostenere il sogno di oltre 30.000 compagni – una società senza sfruttatori nè sfruttati!

La Zanon appartiene al popolo!

21 agosto 2009

 


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