Breadcrumbs

Sono oltre 400 i compagni che in un mese si sono alternati nelle Brigate di solidarietà attiva per l’Abruzzo; tra di loro molti militanti di Rifondazione, ma soprattutto tanti giovani non iscritti al partito.

Sin dalla sera del 6 aprile, le Brigate hanno allestito una cucina nella località di Tèmpera ed hanno avviato una raccolta di beni di ogni tipo: l’enorme flusso di volontari e di furgoni ha permesso di approntare cucine e spacci popolari anche nelle località di Aragno e Camarda. A Tèmpera è stata attivata una ludoteca, dove animatori e psicologi seguono i bambini. La popolazione di questi campi è stata coinvolta nell’autorganizzazione delle strutture ed è nato un clima di collaborazione. Il sostegno delle brigate non si limita alle necessità di ogni giorno, ma riguarda anche la ricostruzione. Berlusconi, dopo aver utilizzato la tragedia dell’Abruzzo come vetrina elettorale (con tanto di G8 trasferito dalla Sardegna) ha stanziato 14 miliardi per i nuovi velivoli militari F35, mentre il decreto per la ricostruzione prevede 5,8 miliardi diluiti in 23 anni da reperire attraverso una nuova lotteria e fonti imprecisate; inoltre, i progetti del governo prevedono di costruire nuovi quartieri alla periferia de L’Aquila, abbandonando le frazioni e i piccoli paesi distrutti dal sisma (i soliti noti della speculazione edilizia italiana, che hanno pesanti responsabilità nei crolli seguiti al sisma, già si preparano a spartirsi i fondi).

La realtà è chiara: il vero sciacallo è il governo. Le Brigate lotteranno al fianco di chi passerà l’estate ed il prossimo inverno nelle tende, per conquistare il diritto a riavere la propria casa: solo una edilizia pubblica controllata dalla popolazione consentirà di ricostruire in breve tempo e di far applicare le norme anti-sismiche. Le Brigate avranno ancora molto da fare.

Joomla SEF URLs by Artio