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NO all’aumento delle tasse!


L’ateneo di Firenze è letteralmente al collasso: il bilancio dell’università presenta un buco spaventoso, con un indebitamento per più di 150 milioni di euro. Questa situazione permane nonostante diverse “ristrutturazioni”, l’impiego consistente di personale precario e sottopagato (circa 2800 lavoratori), numerosi tagli ai servizi e addirittura la vendita di patrimoni immobiliari dell’università per pagare il personale amministrativo! Quest’anno, però, il rettore è dovuto anche ricorrere ad un pesante aumento delle tasse agli studenti che, attraverso un’astuta modifica delle fasce di tassazione, prevederà minime riduzioni per la fasce più basse e sostanziali aumenti per circa il 50% degli studenti, che arriveranno a pagare fino a 600 euro in più all’anno.

Già oggi i contributi studenteschi superano la soglia stabilita per legge del 20 per cento del finanziamento ordinario dell’ateneo. A quanto arriveranno una volta entrata a regime la nuova tassazione? La stessa università afferma di non avere sufficienti dati e di aver fatto un’ipotesi di calcolo sul campione studentesco di un altro ateneo, presumibilmente quello di Padova (?!).

La responsabilità di tutto questo è da attribuire a una gestione scellerata dei rettori Blasi e Marinelli, fatta dei soliti sprechi e soprattutto di vere e proprie avventure edilizie, come quella del polo sociale di Novoli, costruito a forza senza essere in grado di coprirne le spese gigantesche. Situazioni come questa sono però il prodotto di più di 30 anni di tagli all’istruzione pubblica operati anche nell’ultima finanziaria, che insieme alle controriforme Zecchino e Moratti che l’attuale governo ha pensato bene di mantenere, vanno a completare il progetto di attacco al diritto allo studio anche in università. Da una parte aumentando le tasse (e il fenomeno non si limita soltanto all’anno in corso, ci sono stati aumenti costanti negli ultimi anni, anche se ben più modesti) e dall’altra creando sempre più sbarramenti, si vuole attuare una vera e propria selezione di classe nell’accesso all’istruzione.

Gli Studenti di Sinistra (la principale organizzazione universitaria fiorentina) hanno iniziato una protesta bloccando il consiglio di amministrazione e convocando un presidio davanti al rettorato a cui erano presenti circa 300 persone. Il giorno seguente è stato convocato un incontro al quale i rappresentanti eletti degli Studenti di Sinistra non sono stati neanche invitati, mentre hanno trovato posto alcuni membri della lista “Centro Sinistra per l’Università” legata al partito della Margherita (al quale aderisce anche il Rettore Marinelli) che è uscita sconfitta dalle elezioni. È chiaro che questa manovra ha lo scopo di trovare una sponda in alcune strutture studentesche come “Lista Aperta” (legata a Comunione e Liberazione) pronte ad avallare l’aumento delle tasse, magari con una modifica di facciata.

Nonostante un primo coinvolgimento studentesco, le proposte di lotta in campo rimangono lontane dal livello di mobilitazione che sarebbe necessario per ottenere i nostri obiettivi. L’idea prevalente è quella dei presidi in occasione dello svolgimento del Consiglio d’Amministrazione d’ateneo per bloccarlo e impedire l’approvazione formale degli aumenti. Ma simile forma di lotta può al massimo rivelarsi uno stratagemma con un respiro molto corto.

La protesta deve essere portata nelle facoltà, radicandosi tra gli studenti e collegandosi all’agitazione di altri settori dell’ateneo (come i lavoratori precari in lotta per la stabilizzazione). Dobbiamo prepararci a un braccio di ferro di lunga durata. Le lezioni sono alla fine e la mobilitazione dovrà necessariamente avere una coda in autunno, quando la campagna contro l’aumento delle tasse dovrà riprendere all’interno della più generale difesa dell’istruzione pubblica e per un accesso all’università realmente gratuito. 

 

23/05/07 

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