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I rapporti che pubblichiamo in questo numero del giornale dimostrano le enormi potenzialità del movimento contro la guerra all’interno di scuole ed università. Il giorno dello scoppio della guerra si sono registrate manifestazioni studentesche di una certa consistenza in quasi tutte le città italiane.

A Milano, ad esempio, sono scesi in piazza sicuramente più di 20.000 studenti. Come Csp abbiamo fatto la nostra parte partecipando o promuovendo questi cortei. Oltre ad Aversa, di cui diciamo nell’articolo sotto, a Parma il Csp, intervenendo nel comitato contro la guerra, ha contribuito alla manifestazione studentesca di 1200 persone. A Crema 500 persone sono scese in piazza dietro nostro invito. Un’attivista del Csp cremasco in una scuola è stata addirittura espulsa dall’aula perché entrata a scuola con una bandiera della pace. A Udine l’inizio della guerra è coinciso con la convocazione dei contro-stati generali dell’istruzione da parte del Csp. All’assemblea udinese hanno partecipato 500 studenti.

Sia a Crema che ad Udine il Csp convoca altri cortei studenteschi per il 2 aprile, in coincidenza con lo sciopero generale dei sindacati extraconfederali.

Questo fermento coincide con la comparsa del sito nazionale del Csp: www.cspitalia.tk. Un ringraziamento va al compagno Alessandro di Caserta che l’ha costruito e ne segue l’aggiornamento con attenzione. Ci riproponiamo di moltiplicare i rapporti ed i documenti politici su questo sito, considerando anche che gli eventi inevitabilmente supereranno i rapporti che pubblichiamo in questo numero di FalceMartello. Sul sito metteremo anche il materiale che ci è arrivato ma non abbiamo potuto pubblicare per ragioni di spazio. Ci riferiamo, ad esempio, all’articolo del compagno Giulio di Napoli sull’aumento della repressione nelle scuole come conseguenza della privatizzazione dell’istruzione.

Un risveglio c’è, compagni. Non solo nella voglia di partecipare ma anche nella sete di idee e di prospettive chiare da parte degli studenti. Sappiamo quanto le ricette offerte dalla maggioranza delle strutture studentesche si limiteranno a sfiancare questi studenti in un’iniziativa dopo l’altra. Noi non ci tiriamo e non ci tireremo indietro rispetto alla lotta, ma sapremo farlo offrendo idee, metodi e prospettive. Questa è una guerra imperialista e come tale deve essere chiamata! Uniamoci ai lavoratori e costruiamo attorno a loro un appoggio per arrivare allo sciopero generale internazionale! Capitalismo significa guerra, lottare contro la guerra significa lottare contro il capitalismo!
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