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Sono sempre meno i soldi che vengono destinati agli atenei pubblici italiani (negli ultimi dieci anni la riduzione ammonta ad oltre 10 miliardi di euro) ed in misura maggiore a quello di Messina che si è visto tagliato il finanziamento statale, per quest’anno, di oltre 3 milioni di euro (già nel 2001 non furono assegnati 3,7 miliardi di lire).

La deresponsabilizzazione da parte dello Stato ha fatto sì che gli atenei stringessero rapporti con le aziende-sponsor (dequalificando i corsi che non interessano alle imprese ed adattando gli altri ai loro voleri) ed aumentando le tasse di iscrizione. Queste dal 1994 sono, in media, più che raddoppiate a livello nazionale; l’università di Messina, per “distinguersi” dalle altre, si pone ben al di sopra della media con un aumento di oltre cinque volte!!! Infatti, prima, tutti gli studenti del nostro ateneo pagavano £.201.000 adesso, solo per la prima rata, si pagano circa 228 euro. A questi “meravigliosi benefici”, dovuti all’Autonomia Universitaria (una vera e propria forma di privatizzazione), occorre aggiungere la scarsità di borse di studio e di alloggi, il caro-libri e l’aumento dei costi per il trasporto pubblico; e pensare che paghiamo anche una tassa (circa 60 euro) chiamata “per il diritto allo studio universitario”, incassata dalla Regione Siciliana.

Altro che diritto allo studio! Questa è selezione di classe! I pochi, ma fondamentali diritti che avevamo conquistato dopo anni di dure lotte condotte al fianco dei lavoratori, vengono cancellati in nome del mercato e del profitto di una minoranza di imprenditori e banchieri. I progetti approvati nel corso degli ultimi anni nascondono dietro il feticcio del dinamismo manageriale, l’incapacità, in un sistema capitalista, di garantire a tutti un’istruzione di qualità, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche. Organizzati e lotta insieme a noi per una università pubblica di massa, gratuita e democratica. Unisciti al C.S.U!

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