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Abbiamo intervistato i candidati operai di Rifondazione comunista alle prossime elezioni europee. Si tratta di Domenico Loffredo (in ultima di copertina), Francesco Brigati, Cinzia Colaprico, Andrea Cavola e Antonello Mulas.


1) Cosa pensi della polemica imbastita in questi giorni dal Sole 24 Ore e dal Corriere della Sera sulla classe operaia che si sposta sempre più a destra?

2) Quali risposte consideri necessarie per uscire dalla crisi attualmente in corso senza che a pagare siano i soliti noti?

3) Che connessione esiste tra la tua candidatura e le lotte che ti vedono impegnato in fabbrica per la difesa dei posti di lavoro?

4) Perchè le lavoratrici e i lavoratori dovrebbero votare la lista comunista e anticapitalista?

5) Vuoi fare altre considerazioni sulla sinistra, il partito, il sindacato?

  Aproposito di un libro di Alfonso Gianni e dei commenti di Alberto Burgio
 

Il capitalismo è in crisi. La produzione industriale, l’occupazione, il commercio mondiale crollano a ritmi che non si vedevano da tre generazioni. Gli strateghi del capitale si guardano attorno incapaci di proporre soluzioni efficaci, mentre sui media da tempo si è smesso di fare finta di nulla. Anzi a cominciare dal Sole-24 Ore, il quotidiano della Confindustria, si prova a far passare un messaggio che possiamo riassumere così: la causa della crisi è il risultato della mancanza di regole, dello strapotere della finanza. Ora servono tanti soldi pubblici per salvare la finanza, poi con nuove regole tutto tornerà a funzionare. Puniremo i banchieri corrotti e tutto andrà bene. Buoni ultimi, i dirigenti riformisti del movimento operaio si sono accorti della crisi e provano a sganciarsi anche loro dal treno del liberismo ormai deragliato.


Un voto comunista contro il blocco padronale e berlusconiano

Il 6-7 giugno alle europee Rifondazione comunista sarà presente nella lista comunista e anticapitalista, della quale è principale promotrice. È perfino scontato dire che questa tornata elettorale rappresenta una sfida diversa dalle precedenti, sia per il contesto economico, sia per le condizioni in cui versa la sinistra e in primo luogo il Prc, a un anno esatto dalla catastrofe dell’Arcobaleno di infausta memoria.

L’eterno ritorno del sempre uguale

La verità va detta tutta, fino in fondo e senza diplomatismi ipocriti: nel Prc, e segnatamente nella maggioranza congressuale, soffia un vento di restaurazione. Se questo vento non viene sconfitto, la linea di Chianciano verrà sepolta.

Martedì 17 febbraio il Comitato Politico Federale della Federazione del Prc di Bologna ha deliberato sulla politica che il partito dovrà tenere rispetto alle alleanze locali, in particolare per il Comune di Bologna.

Da tempo andiamo dicendo che non esistono margini per accordi di legislatura con il Pd e che continuando a perseguire questo tipo di alleanze a livello locale si mette a rischio l’esistenza di Rifondazione Comunista.
 
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