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La Corrente socialista El Militante appoggia l’intervento del governo rispetto a Yacimentos Petroliferos Fiscales (YPF) decretata dal governo di Cristina Fernandez e la sua nazionalizzazione per mezzo di una legge che si discuterà in parlamento a partire dalla proposta fatta dall’esecutivo. Respingiamo le minacce di rappresaglia da parte dell’imperialismo e facciamo appello alla solidarietà internazionale.

A proposito del default e dell'uscita dalla crisi

Dieci anni fa, esattamente il 19 dicembre del 2001, il sistema bancario argentino tracollò e lo Stato dichiarò bancarotta. Durante tutti gli anni ’90 i governi di Menem e di De La Rua applicarono una ricetta ultra-liberista, imposta dal Fondo monetario internazionale, ispiratore di tutte le politiche economiche del Sud America dal secondo dopoguerra agli anni ’90. Come esito finale vi fu una gigantesca fuga di capitali che, nel dicembre del 2001, l’allora governo di centro-sinistra De La Rua provò ad arginare attraverso il sequestro dei conti correnti bancari. Fu quella la decisione che diede avvio alla rivolta popolare nota come Cacerolazo, conclusasi con 40 morti e la fuga di De La Rua in elicottero dal palazzo presidenziale.
Nel corso degli anni precedenti, tutte le imprese pubbliche (su tutte l’Aereolineas Argentinas e la Telecom Argentina) vennero privatizzate, mentre il debito pubblico schizzò in alto (a dimostrazione che le privatizzazioni, in Argentina come in Italia, non hanno un effetto positivo sull’andamento del rapporto Pil/debito pubblico). In Argentina non si produceva più nulla, qualsiasi merce era importata perché più conveniente. La disoccupazione era giunta ai livelli record del 42%, mentre il Pil era calato di circa il 10% nel periodo compreso tra il 1998 e il 2001.

Lo scorso 7 dicembre si sono concluse le operazioni di voto per l’elezione degli organismi dirigenti della Federación de Estudiantes Chilenos (FECH), segnato da una altissima partecipazione studentesca nettamente schierata a sinistra e a difesa delle mobilitazioni che per tutto il 2011 si sono susseguite a favore di un’educazione pubblica e gratuita.

Lezioni per il movimento italiano

L’estate appena trascorsa ha visto l’esplosione del movimento studentesco cileno. Se è normale che la stampa non dedichi particolare attenzione a questo movimento, è un peccato che non lo facciano neanche le strutture studentesche italiane, visti i tanti insegnamenti che ci consegna. Proviamo con questo articolo a colmare almeno parzialmente questa lacuna.

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