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PARMA – Dopo aver fatto profitti a dismisura in questi anni e nessun investimento, oggi, con la scusa poco credibile che lo stabilimento di Parma non è così efficiente come i dirigenti vorrebbero, i padroni di Tecnopali non si fanno scrupoli a licenziare 114 lavoratori su 130.

Maggio 2012: sciopero della Fiom con corteo di massa, circa 10mila operai, per protestare contro lo smantellamento dell’articolo 18 voluto dal governo Monti, sostenuto da Pd, Casini e Berlusconi. Giunti in corteo al casello dell’A1, migliaia di operai occupano per circa venti minuti l’autostrada.

La sconfitta all’Ilva della Fiom che, dimezzando i suoi voti (dal 31% a poco più del 15%) racimola solo 6 Rsu (7 con l’impiegato) che non conteranno niente, è il dato negativo più evidente delle recenti elezioni all’Ilva di Taranto, la fabbrica più grande del paese: oltre 9mila dipendenti per un’affluenza al rinnovo delle Rsu di oltre l’80%. Fim e Uilm hanno sostanzialmente mantenuto i loro livelli precedenti: la Uilm si conferma primo sindacato col 38% (5% e 700 voti in meno), la Fim col 24% perde appena 214 voti. La vera novità è il successo dell’Usb che, senza alcuna agibilità sindacale, sottraendo voti alla Fiom, racimola oltre 1.800 voti, corrispondenti al 21% e a 12 delle 59 Rsu elette (23 se le aggiudica la Uilm, 14 la Fim, nessuna gli altri sindacati Fismic e Flmu).

Il 23 dicembre c’è stato uno sciopero per tutta la giornata dei dipendenti di Modena e Ferrara di Coop Estense, uno dei colossi della distribuzione cooperativa, con presidi in tutti i negozi già dalle 4 del mattino all’ingresso dei dipendenti e con il concentramento davanti al GrandEmilia, l’ipermercato più grande di Modena e provincia. I lavoratori hanno poi sfilato in un corteo interno all’interno dello stesso Iper e si sono poi diretti sotto la sede di Coop Estense, a poche centinaia di metri, chiedendo a gran voce il ripristino del contratto integrativo aziendale.

Nei primi giorni di dicembre è stato chiuso un accordo separato tra Indesit, governo, Fim, Uilm e Ugl, che è stato sottoposto subito dopo a un referendum tra i lavoratori. Un accordo che riteniamo rimandi solo i problemi e apra la strada a future procedure di mobilità.
Pubblichiamo un resoconto dei giorni relativi al referendum negli stabilimenti di Fabriano e Caserta.

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