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I lavoratori rumeni passano all’azione

Il 22 gennaio nel monastero di Cozia, a 150 km da Bucarest, è stato firmato un accordo che ha posto fine alla lotta dei minatori, durata 18 giorni. Malgrado tutti i ministri dicano che "nessuno ha vinto, se non il Paese", non è stato affatto così.

Il governo ha dovuto cedere, concordando aumenti del 30% e impegnandosi a mantenere in attività le due miniere che voleva chiudere. Al loro ritorno nella Valle del Jiu, gli scioperanti sono stati accolti dalla popolazione al grido di "vittoria!".

Sconfitta schiacciante per Kohl nelle elezioni tedesche

Una sconfitta storica per il cancelliere Kohl e una chiara vittoria per la sinistra sono i tratti più rilevanti delle elezioni tedesche del 27 settembre. I cristiano-democratici (Cdu/Csu) hanno ottenuto poco più del 35% dei voti, ottenendo così il peggiore risultato in quasi 50 anni di Repubblica Federale con l’eccezione delle elezioni del 1949.

"Possiamo far funzionare il paese anche senza gli imprenditori"

I dieci giorni che sconvolsero la Danimarca

Lunedì 27 aprile circa 500mila lavoratori danesi del settore privato hanno dichiarato uno sciopero ad oltranza durato quasi 11 giorni. Questo è stato il movimento più forte in Danimarca dal 1985, quando quasi un milione di lavoratori avevano paralizzato il paese per 10 giorni.

 

Irlanda del Nord

e l’accordo di venerdì santo

 
Il 10 aprile, venerdì santo, è stato raggiunto un accordo con l’obiettivo di pacificare l’Irlanda del Nord. Cos’è stato raggiunto nell’accordo?

 

Condizioni americane?

Risposta Francese!

I lavoratori tedeschi in lotta contro gli attacchi del padronato

Mentre le grandi imprese tedesche annunciano profitti da record, la disoccupazione ha raggiunto i 4,5 milioni, la cifra più alta del dopoguerra. La Basf ha realizzato nel 1996 2,8 miliardi marchi di profitti, ma contemporaneamente prevede un taglio di 2.600 posti di lavoro. Altri 10.000 posti di lavoro verranno smantellati nei prossimi anni nel gruppo della Daimler Benz. 

 

Entrambi i candidati sono reazionari!

Lottiamo per un’alternativa operaia!

 

Pubblichiamo un articolo apparso sul sito In defence of Marxism qualche giorno fa. La situazione in Ucraina rimane incerta. Uno scontro finale non è ancora scartato anche perché l’opposizione, forte dell’appoggio dell’occidente, è molto sicura di sé e non sembra disponibile ad accettare alcun negoziato. Le televisioni e l’opinione pubblica "che conta" a Kiev è passata dalla parte di Yushchenko.

 

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