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‭“‬Senza le donne non può esistere un vero movimento di massa‭”
(Lenin e il movimento femminile,‭ ‬Clara Zetkin‭ ‬1925‭)

In questo periodo ricorre il‭ ‬97esimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre:‭ ‬prima di quell’evento i movimenti femministi avevano già messo in campo numerose battaglie,‭ ‬soprattutto per l’uguaglianza politicia e giuridica,‭ ‬ma solo grazie alla prima rottura storica col capitalismo il riscatto femminile pose basi fino ad allora impensabili per l’emancipazione della donna,‭ ‬oggi così arretrata nel mondo capitalista.‭

Durante il periodo zarista,‭ ‬le donne erano costrette ad obbedire al marito,‭ ‬rispettarlo e mostrargli‭ “‬affetto da casalinga‭”‬.‭ ‬Come liberare la donna,‭ ‬già sfruttata nella fabbrica,‭ ‬dai fardelli della casa e della famiglia‭? ‬Quali le condizioni in cui poterlo fare‭?
L’obiettivo dei bolscevichi era raggiungere tutte:‭ ‬insegnanti,‭ ‬operaie,‭ ‬massaie,‭ ‬prostitute.‭ ‬Il giornale‭ ‬Le lavoratrici era dedicato alle donne ed aveva il compito di denunciare le forme di oppressione,‭ ‬indicando nel rovesciamento del sistema capitalista,‭ ‬formatosi da pochi decenni,‭ ‬il primo necessario passo verso la propria liberazione.
Un primo successo nel superare la passività delle donne risultò evidente al VI congresso del Partito bolscevico‭ (‬agosto‭ ‬1917‭) ‬nel quale le donne rappresentarono il‭ ‬6‭ ‬per cento della delegazione,‭ ‬anche a causa dell’energia scatenata dalla rivoluzione di febbraio negli strati più oppressi del proletariato.
Nei primi anni della rivoluzione le conquiste per le donne furono tante:‭ ‬oggi,‭ ‬a distanza di quasi cento anni,‭ ‬gran parte di quei diritti vengono ancora negati in molti paesi capitalisti.‭ ‬Dopo la Rivoluzione d’Ottobre le donne non furono più obbligate a vivere coi mariti,‭ ‬fu applicata la parità salariale,‭ ‬la maternità pagata,‭ ‬gli assegni familiari,‭ ‬mense scolastiche gratuite,‭ ‬latte per i bambini,‭ ‬consultori e asili nido‭; ‬nel‭ ‬1920‭ ‬venne legalizzato l’aborto,‭ ‬semplificato il divorzio e introdotto il matrimonio civile.‭ ‬La prostituzione era stata ridotta poiché molte donne che la praticavano furono inserite nella vita economica,‭ ‬orientata a soddisfare i bisogni sociali della popolazione.‭ ‬Ma l’obiettivo più ambizioso era quello della liberazione della donna dalla schiavitù del lavoro domestico.‭ ‬Così la sintetizzò Trotskij in un articolo d’analisi dei cambiamenti nelle relazioni sociali dopo la rivoluzione:
‭“‬Liberare la famiglia dalle funzioni e dai lavori che ora l’opprimono e la disintegrano.‭ ‬Il bucato deve essere fatto in una lavanderia pubblica,‭ ‬i pasti consumati in ristoranti pubblici e le riparazioni dei vestiti debbono essere fatte in laboratori pubblici.‭ (…) ‬Il legame fra marito e moglie sarà libero da qualsiasi elemento esterno e accidentale e ciascuno smetterà di assorbire la vita dell’altro.‭ ‬Si avrà una vera eguaglianza e‭ (…) ‬il legame dipenderà dall’affetto reciproco e acquisterà una stabilità interna che ovviamente non sarà la stessa per tutti e non sarà obbligatoria per nessuna‭” ‬(Lev Trotskij,‭ ‬Rivoluzione e vita quotidiana‭)‬.
Quindi,‭ ‬gli avanzamenti sul piano sociale non erano privi di uno scopo superiore:‭ ‬migliorare le condizioni materiali e spirituali della classe lavoratrice per liberarla dal fardello familiare e quindi eliminare l’organizzazione familiare borghese.‭ ‬Il capitalismo non ha costituito l’origine dell’oppressione femminile ma,‭ ‬comunque,‭ ‬l’ha rafforzata come strumento,‭ ‬anche ideologico,‭ ‬per mantenere la stabilità di un sistema economico fondato sull’arricchimento di un pugno di capitalisti.
Sin dalla fine degli anni‭ ’‬20,‭ ‬la controrivoluzione stalinista determinò anche l’arretramento della condizione della donna,‭ ‬presentata nuovamente come‭ “‬angelo del focolare‭”‬.‭ ‬Dopo la morte di Stalin,‭ ‬alcune riforme vennero ripristinate ma,‭ ‬nonostante tutto,‭ ‬non si respirò più l’aria di libertà soffiata negli anni successivi all’Ottobre del‭ ‬1917.
In questo periodo di mobilitazioni sociali,‭ ‬le donne sono di nuovo in prima fila,‭ ‬come le operaie tessili in Egitto che hanno aperto la primavera araba nel‭ ‬2011.‭ ‬Negli anni a venire,‭ ‬pure in Europa,‭ ‬il movimento rivoluzionario le raggiungerà ancora tutte:‭ ‬insegnanti,‭ ‬operaie,‭ ‬impiegate,‭ ‬centraliniste,‭ ‬massaie e disoccupate.‭  
La storia lo ha dimostrato:‭ ‬tornando a essere protagonista,‭ ‬la classe lavoratrice riuscirà a riconquistare e consolidare quelle condizioni che le donne sovietiche non avrebbero mai immaginato di raggiungere prima della rivoluzione.

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