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Dopo il contratto del commercio siglato a luglio, l’avviso comune sul modello contrattuale due settimane fa, è la volta dei lavoratori del settore pubblico, per i quali si profila un accordo separato con la Cgil che non firma. Giovedì 23 ottobre Cisl e Uil hanno detto Sì alle proposte del Governo per il rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti pubblici.

6 miliardi di euro destinati agli aumenti salariali che in soldoni per ogni dipendente saranno all’incirca 40 euro netti più 10 euro di “salario accessorio” per il 2008.


Una vera e propria elemosina quella prevista nella proposta del Governo che potrebbe a breve essere firmata dopo che il contratto è scaduto da quasi un anno. L’ennesima trovata per far pagare la crisi ai lavoratori.


L’intesa prevede anche delle linee guida che facciano confluire anche i dipendenti pubblici al tavolo sulla controriforma del modello contrattuale, quello che ha visto un avviso comune firmato poche settimane fa da Confindustria, Cisl e Uil che, di fatto, smantella il contratto nazionale di lavoro. Il segretario della Uil, Angeletti, in una riunione dei direttivi del suo sindacato ha dichiarato che la Cgil fa obiezioni idiote. Siamo certi che i lavoratori sappiano bene quali sono le vere idiozie. Siamo in una fase in cui il governo dichiara che manderà le forze dell’ordine a sgomberare le scuole e le università, i prezzi salgono alle stelle, le aziende mandano sempre più diffusamente i lavoratori in cassaintegrazione e spesso licenziano, nel contempo il governo salva imprese e banche e Cisl e Uil firmano le peggior cose alle spalle dei lavoratori.


Ancora una volta viene meno quella tanto auspicata (da padroni e vertici sindacali) unità di vertice che in questi anni è servita solo a far passare le peggiori controriforme. Se nelle scorse settimane la sudditanza di Cisl e Uil è stata utile a far fare nuovi passi avanti alla scellerata controriforma del contratto nazionale di Confindustria, oggi sono funzionali al Governo dei padroni che stanzia cifre ridicole per i lavoratori ma è sempre pronto a rastrellare soldi per venire in aiuto dei banchieri e degli speculatori.


Da notare che la proposta è stata accolta positivamente anche dall’Ugl che non ha eletto nessuna rappresentanza alle recenti elezioni Rsu. Un bel servizio da parte di questo sindacato filopadronale che non rappresenta nulla e nessuno, come lo stesso servizio hanno fatto i mass media in questi mesi sulle campagne sui “fannulloni” che nulla sanno delle pessime condizioni di lavoro che vivono i più di 3 milioni di dipendenti pubblici, col solo scopo di spianare la strada ai devastanti attacchi del Governo Berlusconi e del ministro Brunetta.

Cisl-Uil-Ugl e qualche altro piccolo sindacatino autonomo disponibile al rinnovo del contratto non rappresentano il 51% della totalità dei dipendenti pubblici, pertanto questo rinnovo non andrà in vigore perché per quanto riguarda il pubblico impiego la normativa convalida un accordo solo quando a firmarlo sono sindacati che rappresentano la maggioranza dei lavoratori. Tuttavia, la legge Finanziaria, prevede che il governo può stanziare unilateralmente il 90% della cifra stabilita e così sarà fatto a nel 2009. Una vera e propria provocazione.


Questo nella pratica significa che se veramente si vuole conquistare miglioramenti adeguati alle reali esigenze la lotta dovrà essere dura e determinata. Gli scioperi previsti a novembre nel settore pubblico vanno preparati con ancora maggior determinazione ed essere il trampolino di lancio per uno sciopero generale di tutte le categorie. Cosa che giorno dopo giorno si dimostra più necessaria che mai.

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