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In Italia sono 2063 i consultori familiari secondo gli ultimi dati del ministero della salute nella relazione del 2007 al parlamento sull’attuazione della legge 194. Secondo un’indagine svolta in sei città italiane (Napoli, Roma, Torino, Milano e Bologna) portata avanti dall’associazione Altro Consumo il rapporto reale è di un consultorio ogni 57 mila abitanti. Infatti molte strutture non sono aperte, sono in ristrutturazione o semplicemente sono inesistenti.

In lotta per la 194 e i diritti delle donne
 
Lo scorso febbraio ha visto l’apoteosi della campagna antiabortista. Un portantino del Nuovo Policlinico di Napoli telefona al 112 per denunciare un infanticidio, “una donna sta abortendo in bagno”. Il giudice autorizza l’intervento: ben sette poliziotti partono in immediata difesa del feto, rara tanta solerzia da parte delle forze dell’ordine.

e Veltroni strizza l’occhio…


La campagna della Chiesa e della destra contro il diritto all’aborto torna più vigorosa che mai. Giuliano Ferrara ha avuto il pregio di parlar chiaro: chiede una moratoria sull’aborto in difesa della vita umana come quella varata dall’Onu sulla pena di morte. Di fatto ha paragonato le donne che esercitano un loro diritto sul loro corpo e sul loro futuro ai boia di Stato.

Il 31 gennaio il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità una legge che impone di dare sepoltura a tutti i feti, compresi quelli che provengono da un aborto sotto i cinque mesi. La norma prevede non solo la possibilità per i genitori di fare il funerale, ma qualora questi si rifiutino sarà l’ospedale stesso a seppellire il feto in una fossa comune.

 

Le manifestazioni del 14 gennaio a Milano e dell’11 febbraio a Napoli e Roma contro gli attacchi della Chiesa e della destra hanno dimostrato una radicalità che va ben al di là della difesa della legge 194: migliaia di donne sono scese in piazza per rivendicare la fine dello sfruttamento femminile, dei tagli allo stato sociale e della precarietà dilagante!

Opporsi all’offensiva contro i diritti delle donne

 

Riparte ancora più agguerrita la polemica della destra sulle politiche sociali per le donne, non a caso in prossimità dell’appuntamento elettorale, quando diventa urgente costruire un contesto favorevole all’attuazione di politiche reazionarie e altrettanto urgente diventa conquistare l’appoggio delle classi privilegiate. Si torna quindi a parlare di revisione della legge 194 che regola l’interruzione volontaria della gravidanza con l’apertura di un’indagine conoscitiva sulla legge, al fine di verificare, secondo le parole del Ministro della Salute Storace quanto viene fatto dallo Stato per “evitare il ricorso all’aborto”.

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