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La linea del Preside non passerà!

 

A Crema la campagna “il contributo non lo pago” quest’anno ha portato centinaia di famiglie a non pagare i contributi scolastici. La reazione delle dirigenze non si è fatta attendere, con presidi che accusano Sempre in lotta di voler distruggere la scuola, non dicendo, tuttavia, che loro non hanno mosso un dito per opporsi ai tagli, anzi: quando gli studenti si mobilitavano, i presidi erano spesso i primi a ostacolarli.


Il caso più emblematico, a Crema, è quello del Pacioli dove la dirigenza da tempo cerca escamotage per obbligare gli studenti a pagare. Lo scorso anno il “caso Pacioli” arrivò anche in parlamento con un’interrogazione che chiedeva al governo di interessarsi del problema. Naturalmente il governo fece spallucce rispondendo che a loro pareva tutto a posto. Come avranno fatto a dirlo senza che a scuola sia arrivata un’ispezione per controllare?
Quest’anno, poi, la dirigenza scolastica del Pacioli, a partire dai primi di aprile, ha ordinato che a tutti i non paganti venissero tolti i servizi offerti dalla scuola: corsi di recupero, sportelli ascolto, servizi informatici. Inoltre, la dirigenza ha accorpato i pagamenti delle assicurazioni con i contributi scolastici, quindi i non paganti non risultano più coperti da assicurazione.
Sapendo che l’atteggiamento è al limite della legalità, la presidenza non rilascia nulla di scritto sui servizi disattivati e quando il rappresentante degli studenti ha fatto una richiesta di spiegazioni scritta e protocollata la risposta verbale del preside è stata “ti risponderò tra 30 giorni, ossia il limite massimo consentitomi dalla legge”. è indubbio che la presidenza tenti di posticipare al massimo una mobilitazione.
Tuttavia gli studenti non sono rimasti in silenzio: dopo pochi giorni, uno speakeraggio di Sempre in lotta durante l’intervallo ha fatto scattare l’indignazione di parecchi studenti, alcuni dei quali la settimana successiva hanno dato vita all’interno della scuola a un collettivo studentesco in difesa della gratuità dell’istruzione. Da subito la scuola si è riempita di volantini ed è cominciata una raccolta firme che sta interessando anche altri istituti cittadini.    
La risposta del dirigente scolastico non si è fatta attendere: nell’incontro con i rappresentanti d’istituto, il giorno successivo, è stato comunicato che “i fondi studenteschi sono azzerati. Volete non pagare il contributo? Queste sono le conseguenze”. Pochi giorni dopo è arrivata un’altra comunicazione: “le assemblee con i rappresentanti di classe non si faranno più fino a fine anno durante l’orario scolastico”.
Nei due mesi che ci separano dalla chiusura dell’anno scolastico, gli studenti dovranno organizzarsi per arrivare alla riapertura delle scuole più forti di prima, in grado di lottare contro autoritarismo e distruzione dell’istruzione pubblica. La selezione di classe al Pacioli non passerà!

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